Discese lungo piste chiuse, velocità troppo elevate e poca attenzione con gli sci: già 400 gli interventi nei comprensori in Alto Adige. Ecco tutti i numeri dello scorso anno
I carabinieri della Provincia di Bolzano con l'inizio della stagione sciistica sono entrati in azione con il servizio di vigilanza e soccorso sulle aree sciabili in ben 27 comprensori

BOLZANO. Oltre 90 militari, di cui 68 in azione tutti i giorni e 20 recentemente addestrati dalla Croce rossa come soccorritori (con una preparazione pari a quella di un operatore in servizio sulle ambulanze): sono questi i numeri con i quali i carabinieri altoatesini stanno affrontando l'avvio della nuova stagione sciistica, per la quale i militari dell'arma hanno già avviato il servizio di vigilanza e soccorso sulle aree sciabili in 27 comprensori della Provincia di Bolzano. “Una preparazione sempre più qualificata, per un impiego sempre più gravoso” dicono i carabinieri, fornendo i dati relativi alle attività portate finora avanti quest'anno: nonostante la stagione sciistica sia appena cominciata infatti, i militari dell'Alto Adige hanno già all'attivo oltre 400 interventi. Gli incidenti tra sciatori sono stati finora 150, con una media di 6 al giorno, e una punta di 10 al giorno durante il ponte dell'Immacolata.
Le principali cause di incidente rilevate, continuano le autorità, sono l'ingresso in piste chiuse, la disattenzione nelle intersezioni e la velocità non commisurata alle condizioni delle piste e al livello di affollamento: “Gran parte degli incidenti si è verificata proprio per comportamenti di sciatori esperti che scendevano ad alta velocità nonostante la presenza di principianti i cui spostamenti sulla pista sono imprevedibili”. Oltre ai soccorsi agli infortunati però, i militari anche quest'anno intervengono sulle piste anche per vigilare sul rispetto delle norme relative alla sicurezza degli sciatori, integrate dal 1 gennaio di quest'anno con una serie di nuove previsioni quali, per esempio, l'obbligo del casco per i minorenni e, per tutti, l'obbligo di un'assicurazione per responsabilità civile ed il divieto di sciare in stato di ebbrezza alcolica.
Dall'inizio della stagione sono già state elevate oltre 60 contravvenzioni, principalmente per comportamenti irresponsabili nella conduzione degli sci e l'inosservanza del divieto di sciare dopo la chiusura delle piste. In ben 22 casi è stata contestata la mancanza di assicurazione (con una sanzione prevista che va da 100 a 150 euro) ed il ritiro dello skipass (una vera e propria sanzione, dicono i carabinieri, prevista per la violazione delle norme di comportamento sulle piste). Poche invece finora le sanzioni arrivate per l'abuso di alcool sulle piste, ma in questo ambito sono previsti controlli più stringenti, anche con l'uso di etilometri.
Parlando dello scorso anno, i numeri d'intervento nel circo bianco altoatesino sono stati importanti: i carabinieri sono dovuti entrare in azione in 4.621 occasioni per incidenti sulle piste, con una media di oltre 35 interventi al giorno, con punte di 50 al giorno nei periodi di alta stagione. Un'attività, concludono i militari, che “comporta uno sforzo notevole che va ben oltre il primo soccorso, la stabilizzazione degli infortunati e il loro affidamento ad ambulanze o elicotteri. Nei casi con lesioni e più persone coinvolte vi è un notevole lavoro successivo poiché ogni incidente comporta attività di polizia giudiziaria tra cui rilievi sul luogo del fatto e raccolta di elementi utili anche in sede civilistica. L’intensificazione della presenza dell’Arma nei comprensori sciistici, quest’anno con l’estensione della vigilanza anche a comprensori minori, è uno sforzo teso a rendere più efficace la prevenzione degli incidenti, nonché a evitare reati predatori, quali furti di materiale sciistico”. A queste attività si accompagnano poi servizi specifici per la prevenzione e repressione dello spaccio in rifugi e malghe e dei furti in hotel a ridosso delle piste.














