Contenuto sponsorizzato

Disturbi e dipendenze causate dal Covid, la pandemia ''parallela'' che fa paura. Valorzi: ''Molte richieste di aiuto, c'è meno attenzione a un ragazzo chiuso in casa''

C'è chi diventa dipendente dai social network chi invece delle serie tv e tutto questo ci rende più soli,  ci fa perdere la percezione della realtà e l'importanza della relazione con l'altro. Da parte dei genitori serve maggiore attenzione per i figli, l'esperta: "L'occhio degli adulti in questo periodo è molto più miope. Purtroppo c'è meno attenzione ad un ragazzo che si trova chiuso in casa, davanti ad un computer perché si pensa che non possa succedergli nulla''

Di G.Fin - 28 January 2022 - 19:06

TRENTO. Può essere vista come una sorta di “pandemia” parallela, è quella delle dipendenza che ci sta lasciando il Covid. Uomini, donne, giovani e meno giovani, sono tantissime le persone che si trovano a fare i conti con situazioni difficili.

 

“Io e tanti miei colleghi siamo sommersi dalle richieste che arrivano da tutte le età” ci spiega Serena Valorzi, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Trento .

 

Si va dalla dipendenza di social oppure a quella delle serie tv, le cosiddette dipendenze da schermo. Ma la pandemia ha modificato anche i comportamenti facendoli diventare in alcuni casi più aggressivi, rendendo le persone più solitarie, isolate e soprattutto ansiose.

 

 

Dottoressa Valorzi, quante sono oggi le richieste di aiuto che arrivano dai giovani?

Le richieste in generale sono molte ma nei nostri studi si vedono soprattutto aduli, quelle dei giovani si esprimono di più in altri periodi. Non è questo il momento in cui l'attenzione anche dei genitori si posa su di loro. Purtroppo, però, sono questi i periodi nei quali si stanno covando i disagi che esplodono poi in un secondo tempo.

 

I genitori non riescono ad accorgersi di quello che sta accadendo?

L'occhio degli adulti in questo periodo è molto più miope. Purtroppo c'è  meno attenzione ad un ragazzo che si trova chiuso in casa, davanti ad un computer perché si pensa che non possa succedergli nulla. Per questo gli adulti arrivano a non badarci molto.

Diverso, invece, è il contesto degli sportelli scolastici dove i giovani con maggiore libertà possono chiedere direttamente aiuto senza passare dai genitori. Agli sportelli si rivolgono perché sono tristi, ansiosi, affaticati, non è semplice per i ragazzi un giorno andare a scuola e il giorno dopo stare in quarantena. Tante volte, però, basta poco per risolvere la situazione.

 

Quali fenomeni di dipendenza si stanno vedendo?

Abbiamo la dipendenza da videogiochi, da social, da serie tv, questi fenomeni sono assolutamente in esplosione. Come è successo all'inizio della pandemia nessuno pensava potessero esserci problemi ma poi si sono visti i danni.

 

Tra adulti e giovani le dipendenze sono diverse?

Un elemento importante che abbiamo notato è che la pandemia ha livellato le varie situazioni. Rimane che tra i ragazzi, soprattutto maschi, c'è una spinta verso i videogiochi. Le ragazze sono più sul versante delle serie tv e sui social network ma se guardiamo gli adulti ritroviamo tante di queste sfumature.

La pandemia ha reso ancora più fruibile internet e ci sono meno attenzioni e questo ci ha anche reso meno attenti agli effetti che ci sono e anche alle ricadute emotive.

 

Che ripercussioni ci possono essere?

L'abuso dello schermo può creare delle ripercussioni importanti. Parliamo di social network dove sembra di essere a contatto con una persona in maniera reale e spesso le comunicazione vengono fatte in maniera aggressiva anche perchè viviamo un momento di incertezze e paure. Veniamo giudicati per le foto pubblicate, ci possono essere contraccolpi nell'umore o tensioni sul proprio aspetto fisico giudicato magari su Tik Tok.

 

C'è un fenomeno che è aumentato notevolmente in questi mesi?

Si, lo si trova nel versante molto legato al controllo delle relazioni. Parliamo di quei controlli che possono essere fatti con amici o coppie. Per esempio quando ci si manda un messaggio ma non riceviamo la risposta subito ma vediamo che l'altro è collegato. Ci sono controlli sui social su quello che sta facendo un'altra persona. Una forma di gelosia, di ansia da controllo di relazione. E' una situazione aumentata tantissimo che prima era caratteristica di una dipendenza affettiva ma in questo momento sembra esplodere.

 

Quali consigli dare alle persone e in particolare ai genitori?

Io credo che sia una buona cosa mettere prima di tutto una cornice. Diciamoci pure che è un periodo faticoso, in alcuni momenti dove siamo più irritabili è normale che sia così.

Poi un'altra cosa importante e il cercare di passare del tempo assieme. Una passeggiata con i figli o il compagno e gli amici. Sono buone modalità di contatto. Le serie tv possiamo guardarle assieme ad altri per poi raccontarci quale dei personaggi, per esempio, ci piace di più senza fare una vera e propria abbuffata. Ma cercando in ogni cosa una forma di relazione con l'altro. La disponibilità all'ascolto è fondamentale.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 18 maggio 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
19 maggio - 19:13
A Trento per Vasco sono arrivati in tanti: genitori con figli adolescenti, coppie di fidanzati e gruppi di amici. L'attesa sotto il sole non [...]
Cronaca
19 maggio - 18:21
I cuccioli sono stati salvati da una donna che stava correndo nei boschi quando ha sentito i guaiti. Ora sono stati presi in custodia dai volontari [...]
Cronaca
19 maggio - 18:43
Visto il grande afflusso di auto sulla zona di Trento Sud il traffico dell'autostrada viene deviato su Trento Nord. Ecco il piano della viabilità [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato