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Trento
13 marzo | 17:38

“Accesso illimitato alla rete e sovraesposizione ai social: ansia e depressione sempre più frequenti nei giovani”

“Social media e benessere psicologico. Perché ci sentiamo isolati in un mondo sempre connesso?”: è questo il titolo della conferenza incentrata sugli effetti derivanti dall'accesso illimitato alla rete che si è tenuta all'Itt Buonarrotti di Trento, alla quale ha preso parte anche la vice-presidente della Pat Francesca Gerosa

Foto d'archivio
Foto d'archivio

TRENTO. “La continua connessione deve preoccupare tutti in quanto crea difficoltà relazionali, perché di fatto i giovani tendono a isolarsi dalla loro comunità di riferimento per appartarsi nei social”. Sono queste le parole della vice-presidente della Pat, Francesca Gerosa, dopo la conferenza incentrata sugli effetti dell'accesso illimitato alla rete per i giovani che si è tenuta all'Itt Buonarroti, alla quale la stessa Gerosa ha preso parte.

 

In un'epoca in cui più di metà della popolazione mondiale è attiva almeno su un social network, è stato detto nel corso dell'incontro (intitolato “Social media e benessere psicologico. Perché ci sentiamo isolati in un mondo sempre connesso?”), i rischi connessi al loro sovrautilizzo “sono ben noti, soprattutto tra i più giovani (tra i 18 e i 25 anni) che manifestano sempre più spesso alti livelli di ansia e depressione”. “La cosa che più mi preoccupa – ha precisato ancora Gerosa – è che per i ragazzi quella che viene mostrata loro attraverso i social sta diventando la 'realtà reale'. Con uno sfasamento della percezione del mondo che li circonda”.

 

“Sia i social media sia internet – ha proseguito la vice-presidente – sono pervasivi nella vita di tutti noi, soprattutto dei nostri ragazzi, e il trend per il futuro non fa intravedere mutamenti. Il tema riguarda anche i più piccoli, che hanno accesso in ogni momento al web e per i quali potrebbe essere utile stabilire un controllo dei tempi e delle modalità di utilizzo della rete. C'è bisogno di trovare una modalità di 'disconnessione' dai social e da tutte quelle piattaforme che tendono a tenere i ragazzi incollati alla rete e ai propri telefonini 24 ore al giorno, 7 giorni su 7”.

 

In precedenza Rhonda Christense, professoressa di ricerca al dipartimento di Tecnologie dell'apprendimento all'Università del North Texas, ha effettuato una panoramica degli impatti psicologici ed emotivi derivanti dall'uso dei social media. I dati affermano che su una popolazione mondiale di circa 8 miliardi di individui, 5 miliardi sono utenti attivi su almeno un social media: “Questo utilizzo sempre più diffuso dei social ha portato a una serie di effetti complessi sul benessere delle persone – è stato spiegato all'incontro –. Se i social offrono l'opportunità di connettersi, condividere esperienze e stabilire relazioni, è altrettanto vero che l'esposizione costante a contenuti filtrati, la pressione sociale e la dipendenza digitale possono contribuire a problemi come ansia, depressione e sensazione di isolamento”.

 

L'aumento esponenziale dell'utilizzo degli smartphone, hanno sottolineato gli esperti: “Non facilita le cose tanto che gli studi effettuati indicano che i ragazzi passano ben 102 minuti al giorno su TikTok (il social più utilizzato dopo YouTube), mentre ci sono adolescenti che arrivano a passare ben 9 ore sui social. Il 31% dei giovani tra i 18 e i 25 anni ha manifestato alti livelli di ansia, in particolare tra le ragazze. Non mancano infine gli episodi di depressione e ansia relativi all'utilizzo smodato di Instagram, col quale i giovani finiscono per soffrire la mancata approvazione veloce dei propri contenuti da parte di followers e amici”.

 

L'invito è stato quindi quello di trattare la dipendenza da internet e da social media alla stregua delle altre dipendenze e avviare un percorso al fine di rivalutare i rapporti con la tecnologia, riconnettendosi alla rete dando però sempre la precedenza ai contatti umani.

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