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| 16 feb 2022 | 05:01

Anoressia nervosa e bulimia, aumentano i casi in Trentino tra i giovani dai 15 ai 17 anni. Genovese: ''In tanti arrivano in condizioni gravi e devono essere ricoverati''

Sono oltre 400 i pazienti seguiti dal Centro disturbi del comportamento alimentare di Trento e la situazione è peggiorata in questi due anni di pandemia e lockdown. Il responsabile del centro Aldo Genovese: "Il processo di cura dei disturbi alimentari non è breve o semplice. Sono disturbi molto complessi perché riguardano simultaneamente il corpo e la mente"

Anoressia nervosa e bulimia, aumentano i casi in Trentino tra i giovani dai 15 ai 17 anni

TRENTO. Fenomeni pericolosi come anoressia, bulimia, disturbi da alimentazione incontrollata (binge eating). E' una sorta di pandemia parallela quella che in questi due anni è cresciuta in maniera silenziosa e inesorabile anche sul nostro territorio e che ha colpito perlopiù giovani.

 

Negli ultimi due anni - complice anche il Covid - sono lievitati non di poco i pazienti seguiti dal Centro disturbi del comportamento alimentare.

 

I disturbi di questo genere possono essere il sintomo di un grave disagio individuale familiare e sociale e la persona che ne è affetta va considerata nella sua globalità, e non semplicemente classificata nel suo comportamento. Da qui partono le mosse del centro diretto dal dottor Aldo Genovese. “Ad oggi stiamo seguendo 440 pazienti e una gran parte sono giovani” spiega a ilDolomiti.it.

 

Dottor Genovese, in questi due anni di Covid sono aumentati anche i casi di persone che si sono rivolte al vostro centro di disturbi del comportamento alimentare?

Si, purtroppo abbiamo assistito, lo stiamo vendendo anche oggi, ad un aumento in questi due anni di pandemia della richiesta da parte delle famiglie di aiuto. Stiamo parlando di un aumento consistente, possiamo dire di almeno il 30%. La maggior parte di questo aumento ha interessato soprattutto giovani adolescenti e pre-adolescenti, ragazzi che hanno dai 15 ai 17 anni. La cosa preoccupante sta anche nel fatto che questi ragazzi arrivano alla prima osservazione che già si trovano in una situazione di grave malnutrizione che richiede, in modo rapido, un ricovero.

 

Di quali problemi stiamo parlando?

In questi due anni abbiamo assistito soprattutto a problemi legati ad anoressia nervosa in particolare ma anche altre forme di problemi di tipo bulimico.

 

E come si spiega questo aumento proprio durante la pandemia?

Le cause sono diverse, la prima certamente è l'isolamento sociale. I giovani si sono trovati in una situazione di riduzione delle relazioni in un'età in cui proprio queste relazioni con un gruppo di pari sono importanti. E' bene tener presente che i ragazzi e le ragazze si trovano in un'età, dai 15 ai 17 anni, nella quale vanno a definire la propria identità anche attraverso le relazioni sociali. Questo è sicuramente uno degli elementi determinanti.

C'è poi sicuramente il fatto di non avere le cose sotto controllo che può spingere certe persone che hanno già alcune fragilità a tenere dei comportamenti.

 

Le famiglie riescono a rendersene conto dei problemi che ha il proprio figlio o la propria figlia o spesso non riconoscono le difficoltà che ci sono?

Nel nostro centro arrivano numerosi genitori con i propri figli. Qui è molto importante che ci sia un coinvolgimento della stessa famiglia nel processo di cura.

 

Tra i pazienti che state seguendo ci sono più ragazzi o ragazze?

In generale sono più ragazze come è sempre stato. Dobbiamo però anche dire che negli ultimi anni vediamo assolutamente un aumento dei casi nei maschi. Ormai siamo ad una percentuale che si aggira sul 10% sicuramente. Dieci anni fa non era assolutamente così.

 

Chi ha problemi del comportamento alimentare riesce ad uscirne? C'è il rischio di una ricaduta?

Certamente il processo di cura dei disturbi alimentari non è breve o semplice. Sono disturbi molto complessi perché riguardano simultaneamente il corpo e la mente. Da qui ne deriva la complessità. E' un processo che chiede tempo, impegno, continuità e richiede soprattutto un intervento di tipo multidisciplinare integrato. Per questo servono professionisti formati con diverse competenze sia in ambito fisico che psicologico.

 

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