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| 07 mar 2023 | 12:29

Boom di disturbi alimentari: “Domanda di cura +40%, l'età di esordio si abbassa sotto i 10 anni”. Intanto il centro di riferimento a Trento è in carenza d'organico

I dati sono stati forniti dall'assessora provinciale alla Sanità Stefania Segnana, rispondendo ad una question time sulla problematica del consigliere provinciale del Pd Luca Zeni, che ha parlato di tempi d'attesa molto lunghi per la presa in carico di persone con problemi di disturbi alimentari

Boom di disturbi alimentari: “Domanda di cura +40%, l'età di esordio si abbassa sotto i 10 anni”

TRENTO. Prima nella fase più acuta della pandemia e poi nel post Covid, in Trentino si è verificato un netto aumento dell'incidenza e della prevalenza dei disturbi del comportamento alimentare, con un progressivo abbassamento dell'età d'esordio delle problematiche, che oggi riguardano sempre di più anche i bambini al di sotto dei 10 anni. In termini numerici, parliamo di un aumento in Trentino fino al 40% delle domande di cura negli ultimi anni, con un numero pari a 450 pazienti in carico nel 2022, 177 dei quali minorenni, e ben 69 ricoveri 'salvavita' in area minori, il tutto mentre la struttura di riferimento sul territorio si trova in carenza d'organico. È questo in sintesi quanto riportato oggi dall'assessora provinciale alla Sanità Stefania Segnana, che ha risposto ad una question time sulla situazione attuale presentata dal consigliere del Pd Luca Zeni.

 

"I disturbi del comportamento alimentare - dice - sono una problematica sempre più diffusa, sintomo di una fragilità che dilaga soprattutto fra i giovani ed il sistema sanitario pubblico deve considerarli una priorità. Abbiamo avuto la conferma di una difficoltà del servizio ed invitiamo la Giunta provinciale a metter in atto tutti gli interventi necessari a garantire qualità e tempi adeguati di intervento”. Lo stesso Zeni ha infatti riportato una serie di segnalazioni su “tempi di attesa molto lunghi” per la presa in carico di persone con problemi di disturbi alimentari e di “invii frequenti fuori Provincia per le persone che necessitano di inserimento in comunità terapeutiche”. Proprio per questo il consigliere ha chiesto un approfondimento alle autorità provinciali, chiedendo in sintesi quanti siano i ricoveri ospedalieri, quanti gli ospiti trentini in comunità e quanti quelli seguiti in 'day hospital', oltre ai tempi d'attesa per la presa in carico dei pazienti.

 

Nel rispondere, Segnana ha sottolineato come l'andamento dei tempi di attesa per la presa in carico da parte del Centro disturbi del comportamento alimentare (Cdca) provinciale vada letto alla luce di una serie di aspetti. Innanzitutto, come anticipato, l'aumento di incidenza e prevalenza dei disturbi ed il conseguente aumento di richieste e di presa in carico: “Nello specifico – scrive l'assessora – il periodo Covid 19 e il post Covid ha determinato un aumento della domanda di cura del 30-40% (specie in età adolescenziale), aumento che tutt'oggi non accenna a diminuire. I Dca (Disturbi del comportamento alimentare) infatti, sempre più rappresentano la via finale comune di un'ampia gamma di disordini psicopatologici che, verosimilmente per motivi socio culturali, 'vestono' le sembianze sintomatologiche del Dca”.

 

D'altra parte va poi segnalato il progressivo abbassamento dell'età d'esordio con interessamento, dicono le autorità, sempre più consistente nella fascia di età pre-adolescenziale (al di sotto dei 10 anni) e adolescenziale, oltre che un'alta comorbilità psichiatrica (60-70%). I problemi però esistono anche sul piano organizzativo, visto che come anticipato al momento la struttura di riferimento sul territorio si trova in carenza d'organico: “A fine settembre 2021 – scrive Segnana – il Cdca si è trasferito in via Esterle 40, il trasferimento prevedeva l'internalizzazione della Comunità terapeutica (ex Maso Zancanella) e l'attivazione del Centro diurno, il tutto subordinato all'adeguamento del personale richiesto per la gestione di due livelli assistenziali, anche in considerazione dell'elevato numero di pazienti in carico (complessivamente, come detto, circa 450 di cui 177 minori ndr)”.

 

Attualmente però “operato al Cdca due psichiatri, uno referente per l'area adulti e uno referente per l'area minori (e anche il responsabile del Centro e della parte organizzativa) e tre dietiste, di cui una part time. Fino al marzo del 2022 era presente una quarta dietista, licenziatasi per avvicinamento alla propria residenza dopo aver vinto un altro concorso. Il Cdca di Trento si trova quindi in carenza di organico, per le figure professionali di psichiatra e dietista. È in atto un concorso per l'assunzione di una dietista, nel frattempo sono state richieste altre figure professionali di comparto (una Terp e un'altra dietista) e una figura amministrativa part-time”. In particolare il Centro diurno (da 6 posti) è stato attivato a fine settembre 2021 ma attualmente è sospeso, scrive Segnana: “Per la carenza di personale dietistico dedicato alla gestione di questi pazienti” e verrà riattivato non appena entrerà in funzione la nuova dietista per cui è in atto il concorso.

 

Questi sono stati insomma gli aspetti centrali, ha sottolineato Segnana, nel determinare un allungamento delle liste di attesa (“specie nella seconda metà del 2022”) anche se su questo aspetto per l'assessora la situazione sarebbe attualmente “migliorata, grazie ad alcuni aggiustamenti organizzativi e agli elevati ritmi di lavoro di tutti gli operatori”. In particolare, Piazza Dante ribadisce come le urgenze sul territorio siano garantite con valutazione entro 1 settimana mentre le emergenze vengono inviate in pronto soccorso per una valutazione immediata. “In area adulti – dice Segnana – sono 7 i pazienti in lista di attesa, che tuttavia hanno già effettuato una prima visita nutrizionale e metabolica”. In area minori sono invece 8 che, dopo una prima valutazione, sono in attesa della presa in carico multidisciplinare: “Il tempo che intercorre tra la prima visita e la presa in carico è attualmente di circa 1 mese”.

 

A livello ospedaliero, i ricoveri 'salvavita', dice Segnana: “Nel 2022 sono stati 69 in area minori (abitualmente i ricoveri in Pediatria sono piuttosto lunghi, generalmente almeno 3 settimane) e 5 in area adulti (Medicina interna). L'elevato numero di ricoveri in Pediatria è stato motivato dalle gravi condizioni di malnutrizione rilevate già in prima visita”. Per quanto riguarda la Comunità terapeutica invece (la cui parte sanitaria è gestita dal Cdca mentre la componente socio educativa e alberghiera è appaltata alla Cooperativa Progetto 92), i posti residenziali sono 8 “e l'occupazione è a pieno regime”. Come già ribadito, a causa della carenza di personale nessun ospite è attualmente seguito in regime di 'day hospital' nel Centro diurno mentre una paziente è attualmente ricoverata in una struttura al di fuori del territorio provinciale, a causa “della presenza di grave comorbilità psichiatrica non gestibile dalla nostra Comunità.

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