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| 23 set 2022 | 18:29

“Dopo l'anno peggiore di sempre ancora aspetto i fondi promessi dalla Provincia”, il grido di aiuto del giovane apicoltore

La segnalazione arriva a il Dolomiti da Giuseppe Barbareschi, giovane apicoltore trentino e titolare nel capoluogo dell'azienda agricola Api e Terre: “L'anno scorso in seguito a specifiche richieste di sostengo di un settore al collasso, la Provincia ha stanziato un miserrimo contributo, ma sto ancora aspettando”

“Dopo l'anno peggiore di sempre ancora aspetto i fondi promessi dalla Provincia”, il grido di aiuto del giovane apicoltore

TRENTO. “Il 2021 per il mondo dell'apicoltura è stato definito l'anno peggiore di sempre, a livello nazionale: ora, a distanza di un anno, sto ancora aspettando i (pochi) contributi promessi dalla Provincia”. A parlare è Giuseppe Barbareschi, giovane apicoltore trentino e titolare nel capoluogo dell'azienda agricola Api e Terra, che a 12 mesi dall'annus horribilis che ha coinvolto il mondo dell'apicoltura nel 2021 si sente “beffato”, dice a il Dolomiti, e “deluso da una politica che dopo roboanti promesse (di briciole) poi non viene ai fatti”.

 

Come riporta Barbareschi infatti, il 2021: “E' risultato essere l'annata peggiore della storia apistica, che è andato a superare il già tremendo 2019. Si parla di un -95% di produzione di miele di acacia (il miele maggiormente prodotto e quello che garantisce il reddito agli apicoltori) e -70% di produzione media di miele”. In particolare, le gelate registrate ad aprile hanno in sostanza bloccato la fioritura sia nelle coltivazioni che per quanto riguarda le piante selvatiche: “Abbiamo dovuto tenere in vita le api nutrendole – spiega – perché altrimenti sarebbero morte di fame”.

 

Dopo la terribile stagione estiva, continua Barbareschi: “In seguito a specifiche richieste di sostegno di un settore al collasso, la Provincia ha stanziato un miserrimo contributo. Per carità, se arrivano dei contributi non si può che ringraziare, anche se sono solo briciole a malapena sufficienti a rimborsare le extra-spese sostenute l'anno scorso causa tempo avverso e non certo abbastanza per integrare il reddito perso. Per l'appunto però: se arrivano. Dovevano arrivare a inizio 2022, poi ci è stato detto con l'estate, poi di nuovo sicuramente entro agosto, poi ancora metà settembre. Temo che ormai arriveranno come 'regalo di Natale'”.

 

Sul sito della Provincia si specifica che l'importo dell'indennizzo è calcolato in 25 euro ad alveare “nel limite del contributo massimo liquidabile di 25mila euro”. Rispetto al 2021, conclude Barbareschi: “Quest'anno è andato relativamente bene, anche se l'estate si è sofferto il caldo. Gli apicoltori storici si dicono felici di annate come questa, anche se 30 anni fa sarebbe stata considerata terribile. Quel che è certo è che l'estate 2022 non andrà a ripagare l'assenza di profitti dello scorso anno”.

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