Dramma nel lago di Garda, recuperato il corpo del papà annegato per salvare il figlio 14enne. Era su un fondale a 316 metri di profondità
Le ricerche erano partite il 22 luglio scorso quando l'uomo si era tuffato in acqua per salvare il figlio 14enne. Purtroppo ad un certo punto non era più riemerso, le ricerche coordinate dalla sala operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda sono andate avanti quasi un mese

LIMONE. Dopo quasi un mese dalla tragedia il lago di Garda (Qui l'articolo) ha restituito il corpo senza vita di Aran Chada, il 52enne inglese che era annegato dopo essere riuscito a salvare il figlio di 14 anni che si era trovato in difficoltà mentre nuotava accanto alla barca.
Il 52 enne si era tuffato in acqua per aiutare il figlio a salire a bordo del motoscafo. Purtroppo però all'uomo sono poi mancate le forze per risalire a sua volta ed è sparito nelle acque del lago.
Le ricerche erano iniziate immediatamente senza però dare risultati fino al pomeriggio di ieri. La salma di Aran Chada è stata ritrovata dai Volontari del Garda sul fondale a circa 800 metri dalla riva di Limone e a una profondità di 316 metri, più o meno nella zona in cui era stato visto inabissarsi il 22 luglio.
L'operazione di ricerca portata avanti dal nucleo sommozzatori non è stata per nulla semplice. La vastità del campo di ricerca – ha spiegato il personale del nucleo - le profondità superiori ai trecento metri, i fondali disseminati di rocce di ogni dimensione hanno richiesto molto tempo e molto impegno, al fianco della Guardia Costiera e delle altre istituzioni che hanno operato sul posto.
Sono servite molte giornate ed oltre cento calate del sonar di profondità, con un'area ispezionata di oltre un chilometro quadrato ad una media di trecento metri di profondità.













