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È dell’attrice hard Charlotte Angie il cadavere a pezzi ritrovato in 4 sacchi. Fermato un 43enne per omicidio, il corpo era stato conservato in congelatore

Svolta nel caso del ritrovamento del cadavere di una donna fatto a pezzi e nascosto in alcuni sacchi neri nel Bresciano, a Borno. Le indagini nelle scorse ore avrebbe permesso di individuare il nome della vittima e nelle prime ore di questa mattina un uomo avrebbe confessato l'omicidio

Di G.Fin - 29 March 2022 - 07:39

BRESCIA. Avrebbe confessato nel corso della notte l'autore del terribile omicidio che ha riguardato una donna il cui corpo è stato ritrovato alcuni giorni fa fatto a pezzi e nascosto in alcuni sacchi neri nel Bresciano, a Borno (Qui Articolo). 

 

Questa mattina, alle ore 4,30, i Carabinieri del Comando provinciale di Brescia e della Compagnia di Breno hanno eseguito, a carico dell'uomo, 43 anni residente nel milanese, un provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Brescia, per i reati di omicidio volontario aggravato, distruzione e occultamento di cadavere.

 

Il provvedimento è giunto al termine di serrate indagini condotte da Procura e Carabinieri dopo il ritrovamento, avvenuto il 20 marzo scorso, del corpo di una donna fatto in 15  pezzi e gettato in un dirupo nelle montagne di Borno, in Valcamonica.

Il ritrovamento è avvenuto grazie ad un cittadino del luogo che, accortosi della presenza di quattro sacchi neri, utilizzati per la spazzatura, ne aveva aperto uno, rinvenendo pezzi di cadavere umano ed in particolare, tra i pochi identificabili, una mano di donna. 

 

Le indagini sono partite immediatamente e sono state rese molto difficili dalla totale assenza di elementi utili all’identificazione della vittima. Il corpo, infatti, oltre ad essere stato fatto a pezzi in quindici diverse parti e decapitato, aveva anche il viso bruciato dal fuoco e la presenza di tracce di segni di congelamento.

 

Successivamente gli investigatori hanno deciso di pubblicare un comunicato nel quale si descrivevano alcuni tatuaggi ancora parzialmente visibili sul corpo della donna. La divulgazione del particolare consentiva ad alcune persone – anche residenti in altre regioni - di mettersi in contatto con i militari per comunicare loro che quei tatuaggi potevano appartenere ad una donna molto conosciuta negli ambienti del cinema porno.  Si tratterebbe di Charlotte D’Angie, nome d’arte della vittima e nota attrice hard. 

 

Questo ha consentito di identificare la donna, si appurava che l’auto, a lei in uso, sarebbe transitata domenica 20 marzo scorso, proprio in territorio di Borno, condotta da un uomo che a sua volta era risultato avere la disponibilità della auto stessa in quanto in precedenza controllato a bordo in altre circostanze.

 

Nella giornata di ieri quest'uomo, amico e vicino di casa della vittima, si è presentato  ai carabinieri per fornire  alcune informazioni e offrendo circostanze che subito si rivelavano contraddette dalle emergenze investigative fino a quel momento acquisite. 

 

Il magistrato ed i carabinieri, che nel frattempo avevano raccolto elementi che collocavano l'uomo in territorio di Borno la mattina di domenica 20, lo hanno sottoposto ad una serie di contestazioni, anche in sede di formale interrogatorio, svoltosi nel corso della notte alla presenza del difensore.

 

L’uomo avrebbe quindi confessato l’omicidio e l’occultamento del cadavere avvenuto a gennaio 2022, prima riponendolo in un congelatore nella casa della stessa vittima e poi, una volta fatto a pezzi, gettandolo nel dirupo di montagna.
Il racconto fornito dall’uomo ha chiarito molti particolari, ma prosegue il lavoto della procura e dei carabinieri alla ricerca dei riscontri, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza della persona sottoposta alle indagini.

 

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