E' stata avvelenata dal piombo l'aquila ritrovata senza forze in Val di Fassa. Merz: "E' nei proiettili da caccia e ingerito ha effetti devastanti sui rapaci''
L'aquila reale è stata ritrovata nei giorni scorsi debilitata e con difficoltà nel prendere il volo. L’animale è stato portato dai forestali al Centro per il recupero della fauna selvatica della Provincia gestito da Lipu per le cure. Merz: ''Il livello di piombo che ha nel corpo è elevatissimo". Questo tipo di avvelenamento (saturnismo) continua a fare numerose vittime

TRENTO. “Sta male, in questa situazione non sappiamo se riusciremo a salvarla”. Rischia di morire l'aquila reale (Aquila chrysaetos) ritrovata nella zona di Soraga in val di Fassa nei giorni scorsi quando una cittadina si è trovata davanti il povero rapace che non riusciva più a volare. (Qui l'articolo)
I forestali sono riusciti a recuperarla e a portarla al Centro di recupero della fauna selvatica provinciale, gestito dalla Lipu.

Qui, le analisi fatte, hanno confermato quello che già in molti prevedevano: i livelli di piombo che la povera aquila ha in corpo sono elevatissimi. “Non sappiamo cosa succederà” ci dice Sergio Merz della Lipu che sta seguendo la situazione.
Quello della presenza di piombo nell'ambiente non è un problema nuovo. Gran parte deriva dagli spari dei cacciatori, quando le munizioni di piombo non raggiungono il bersaglio finiscono disperse nell’ambiente.
Ma i rischi per gli uccelli necrofagi derivano anche dagli animali feriti e che muoio successivamente senza essere recuperati ma anche all’uso di abbandonare nei luoghi di caccia le viscere dei capi abbattuti. Infatti, subito dopo l’uccisione, agli ungulati vengono spesso tolti alcuni organi interni (intestino, stomaco, talvolta anche cuore e polmoni), al duplice scopo di evitare che le carni perdano le proprie qualità organolettiche e di alleggerire il corpo dell’animale per renderne più agevole il trasporto.
I rapaci che si nutrono di tutto questo finiscono per ingerire il piombo presente nei corpi o nelle viscere con effetti devastanti (Qui i disturbi causati dal piombo). “Sono molti gli episodi di rapaci intossicati” ci spiega Merz. “Quando il proiettile con piombo penetra nel corpo di un animale – spiega il delegato Lipu - rilascia tantissimi frammenti, la maggior parte dei quali rimane al livello della ferita, mentre altri si disperdono nel corpo. I rapaci ingeriscono il piombo sia perché predano un animale ferito sia perché possono nutrirsi delle viscere degli ungulati cacciati, spesso lasciate sul luogo dell’abbattimento”.
L'aquila reale appena è arrivata al Centro di recupero della fauna selvatica della Provincia Autonoma di Trento, gestito dalla Lipu, è stata immediatamente sottoposta a dei trattamenti per riuscire a salvarla e occorre ora capire come il suo corpo reagirà.

Lo scorso anno è stata lanciata la petizione “Stop al piombo nella caccia. Basta rapaci intossicati” (Qui il link), un'iniziativa messa in campo da una rete di associazioni ambientaliste, fra cui Wwf, Legambiente e Lipu solo per citarne alcune.
Sulle Alpi e in Europa centro meridionale, la problematica è particolarmente grave e nelle petizione viene citato lo studio di ERSAF - Direzione Parco Nazionale dello Stelvio, Provincia di Sondrio, Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (IZSLER) e ISPRA. In questo studio il 44% delle 252 carcasse di Aquila reale e avvoltoi analizzati ha evidenziato valori cronici di piombo superiori al normale e livelli da avvelenamento clinico nel 26% dei casi.














