Fondi per i Comuni di confine, è scontro tra Veneto e Trentino Alto Adige, la vicenda finisce sul tavolo del ministro per gli Affari Regionali
Nelle scorse ore i parlamenti del Partito Democratico Veneto hanno presentato due interrogazioni al Ministro per gli Affari Regionali. L'assessore Gottardi aveva spiegato che "Il meccanismo è da rivedere"

TRENTO. Evitare il blocco dei finanziamenti per i Comuni che si trovano confinanti con il Trentino Alto Adige. E' questo l'obiettivo a cui si vuole arrivare e che ha visto le scorse ore i parlarmentari del Partito Democratico Veneto presentare delle interrogazioni al ministro per gli Affari Regionali che sono state depositate alla Camera e al Senato.
I parlamentari chiedono di salvaguardare l’intesa grazie alla quale sono stati attivati degli strumenti di riequilibrio a favore dei territori del Veneto e della Lombardia confinanti con Trento e Bolzano, finanziati dalle Province Autonome.
Nelle scorse settimane sul tema era intervenuto l'assessore provinciale Mattia Gottardi che aveva spiegato che "Non è questione di mancanza di solidarietà quanto il quadro finanziario è molto diverso rispetto a dieci anni fa quando il bilancio era ai massimi storici: l'accordo aveva l'obiettivo di colmare alcune carenze infrastrutturali e di mantenere buoni rapporti con i vicini. Ma oggi ci si trova nella contraddizione che i territori di confine possono avere a disposizione risorse maggiori rispetto ai nostri Comuni. Anche questa può essere considerata un po' una stortura. , ora anche qui c'è necessità di risorse". (QUI L'ARTICOLO)
Da qui l'ipotesi di rivedere il meccanismo dei finanziamenti ai comuni di confine. “A preoccupare è soprattutto il silenzio seguito alle dichiarazioni dell’assessore, da parte del presidente trentino Fugatti – spiega Diego Zardini, deputato veronese del Partito Democratico - e da parte della maggioranza di governo, il che fa temere che quella di Gottardi sia in realtà la posizione ufficiale della Provincia di Trento e della Lega, partito di cui fa parte”.
Posizioni tiepide sulla questione arriverebbero anche da fuori il Trentino. “Sembra quasi non si comprenda che il rischio non è tanto la consistenza dei finanziamenti, quanto la coesione sociale della montagna veneta, lombarda e certo anche i rapporti con le Province di Trento e Bolzano, quindi la loro stessa autonomia” ha spiegato anche il deputato veneto.
“Il prezioso lavoro fatto dal presidente del Comitato paritetico tra il 2014 e il 2021, Roger De Menech, ha consentito di avviare progetti in vari settori - formazione, turismo, agricoltura, sociale - con benefici non solo sui territori destinatari dei finanziamenti, ma anche per Trento e Bolzano. Perché è indubbio – spiega Zardini - che le aree di confine oltre ad avere una storia comune, sono legate da relazioni, scambi e interessi che influenzano reciprocamente i territori coinvolti. Quindi il benessere, o il malessere, di un’area si riverbera inevitabilmente sulle altre”.
Il Fondo è alimentato con versamenti di 80 milioni di euro l’anno (al 50 per cento dalla provincia di Trento e al 50 per cento della provincia di Bolzano) e sostiene le iniziative e le progettualità secondo il Regolamento del Comitato paritetico per la gestione dell'Intesa a favore di 48 comuni confinanti di prima fascia e 87 comuni contigui di seconda fascia per un totale di ben 135 amministrazioni comunali delle province di Sondrio, Brescia, Verona, Vicenza e Belluno.
Le interrogazioni, sono state presentate in Senato dal segretario regionale del Pd Veneto, Andrea Martella e alla Camera dal deputato Matteo Mauri. Chiedono al ministro se sia a conoscenza dei fatti e quali iniziative intenda adottare per salvaguardare l’Intesa del 19 settembre 2014 e i finanziamenti a favore dei comuni confinanti e contigui alle province autonome di Trento e Bolzano.












