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| 26 gen 2022 | 18:53

Ha combattuto in Russia per poi finire internato in Germania: si è spento a Pergine a 101 anni Giulio Pinzon. Ecco la sua storia

Nel corso degli anni Pinzon ha ricevuto diverse onorificenze tra cui la Croce al Merito di Guerra per il suo internamento in Germania ed il “Diploma d'onore ai combattenti per la libertà d'Italia 1943-1945” (firmato nel 1985 dall'allora Ministro della Difesa Giovanni Spadolini)

Ha combattuto in Russia per poi finire internato in Germania: si è spento a Pergine a 101 anni Giulio Pinzon

PERGINE. Durante la Seconda guerra mondiale ha combattuto sul fronte russo e dopo l'8 settembre, decidendo di non aderire alla Repubblica di Salò, è stato internato in Germania, dove si è trovato a lavorare insieme a prigionieri da tutta Europa in un'officina d'aerei ai confini con la Danimarca: a 101 anni si è spento il 25 gennaio il veterano decorato Giulio Pinzon, che da qualche anno viveva insieme alle figlie a Pergine.

“Ha sempre tenuto molto alle medaglie che ha ricevuto per le sue azioni – dice a il Dolomiti la figlia Angela Pinzon – a chi lo chiedeva raccontava sempre quello che aveva passato durante il secondo conflitto mondiale, di quando aveva combattuto in Russia o di quanto era stato internato in Germania per aver rifiutato di collaborare con la Repubblica di Salò. Conservo ancora alcune delle lettere e delle cartoline postali che in quegli anni aveva inviato a sua madre, con un garbo e una gentilezza oggi utilizzati raramente”.

Nel 2016 Pinzon era arrivato in Trentino per raggiungere le figlie che vivono a Pergine, dove il funerale si svolgerà sabato prossimo, alle 14 e 30. Nato nel 1920 a Conegliano (in provincia di Treviso), Pinzon è stato arruolato a 20 anni nella Guardia di Frontiera ma già nel 1941 è passato in Artiglieria, dove è diventato sergente motorista specializzato. L'anno successivo è stato poi mandato sul fronte russo nel reggimento artiglieria contraerea, dove si è specializzato nel riconoscimento dei velivoli dell'Armata rossa.

A causa di una malattia che lo colpì in quel periodo, Pinzon venne ricoverato nel 1943 in Polonia, in un ospedale tedesco, dove venne curato grazie anche all'assistenza di una crocerossina in grado di parlare italiano. Una volta guarito, il militare è stato poi rispedito in Italia, a Mantova, dove dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 viene catturato dai tedeschi per essersi rifiutato di abbandonare la propria postazione di guardia in caserma e in seguito di collaborare con la neocostituita Repubblica di Salò.

Pinzon viene quindi portato in Germania su un vagone bestiame diventando un internato militare non collaborazionista. Vista la sua specializzazione però, i tedeschi lo misero subito al lavoro in un'officina d'aerei al confine con la Danimarca, dove rimase insieme a prigionieri da tutta Europa fino al 1945, quando venne liberato dagli americani. Nel corso degli anni Pinzon ha ricevuto diverse onorificenze tra cui la Croce al Merito di Guerra per il suo internamento in Germania, che gli è stata concessa nel marzo del 1956, ed il “Diploma d'onore ai combattenti per la libertà d'Italia 1943-1945”, firmato nel 1985 dall'allora Ministro della Difesa Giovanni Spadolini e dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

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