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| 31 marzo | 18:41

L'incredibile vicenda della cartolina militare che porta alla luce la storia di Sante, giovane aviere italiano morto nel 1945 a pochi chilometri da Auschwitz e finito nell'oblio

Tutto è partito da una cartolina militare ritrovata e da quelle poche righe scritte da un 23 enne poco prima di morire, 82 anni fa: poi il post sui social visto dall'anziana nipote, e la storia di Sante Giuseppe che riemerge dall'oblio

VERONA. "Aaa, familiari cercasi per restituzione di una vecchia cartolina militare". Una semplice frase scritta su un post Facebook, e un filo si riannoda dopo 82 anni: quello che collega un aviere italiano morto in Polonia nella Seconda Guerra Mondiale e la sua famiglia, che di lui non aveva più avuto notizie. L'anello di congiunzione? Una vecchissima cartolina militare ritrovata.

 

Ma diamo un volto ai protagonisti di questa storia, dai contorni se vogliamo incredibili.

 

La vicenda è quella di Sante Giuseppe Targa, nato nel 1922 a Isola della Scala nel veronese da Angelo e Argenide Stocco. Sante ha anche due fratelli e una sorella: Severino, Carlo e Severina. La famiglia abita precisamente a Caselle di Isola della Scala, in via Cercomano, e nel 1941 Sante viene arruolato nella Regia Aeronautica e mandato all'Aeroporto di Reggio Emilia.

 

E poi arriva la "sassata", di quelle che la guerra dà: il 9 settembre del 1943, all'indomani dell'Armistizio, viene catturato dai tedeschi e inviato in Germania, venendo internato nello Stalag II/A , matricola di prigioniero n. 102517, e successivamente nello Stalag VIII/B.

 

Morirà prigioniero colpito da una scheggia di granata il 27 gennaio del 1945 in Polonia a Zabrze, a meno di un'ora di distanza da Auschwitz, per uno scherzo della storia nello stesso giorno in cui le truppe sovietiche dell'Armata Rossa liberarono il campo di concentramento.

 

Ma qualche mese prima della fine, Sante scrive alla famiglia una cartolina, precisamente il 10 luglio del 1944: poche righe in cui rassicura sulla sua salute e in cui riferisce di esser felice di aver ricevuto un pacco, invitando i famigliari ad inviargli del cibo e salutando tutti. Quella cartolina arrivò a Isola della Scala, come testimonia il timbro dell'ufficio postale, il 26 agosto del 1944.

 

Ecco il messaggio riportato sulla cartolina militare, ripreso dal quotidiano l'Arena. "Carissimi genitori, vi invio queste due mie righe, prima di tutto godo ottima salute così spero sia di voi in famiglia. In questi giorni ho ricevuto il pacco, tutto bene, ho ricevuto pure la posta, mandatemi dei pacchi con riso o pasta, polenta, pane, quello che potete che l'appetito qui non manca. Altro non mi allungo, vi mando infiniti saluti tutti in famiglia e parenti e amici, conoscenti, salutate Tesini. Di nuovo vi bacio tutti, salutate Vittorina, baci Severino, Ester e Ivana. Mandatemi nei pacchi una foto di Ivana. Arrivederci presto, baci tutti".

 

E proprio quella cartolina è un'autostrada per il presente: viene infatti recuperata dal ricercatore lombardo Pasquale Campo, che acquista posta militare e attraverso il post di Eleonora Principe di Sommacampagna la notizia arriva alla nipote ora 77enne di Sante, Giuliana Targa, che da anni cercava di ricostruire la storia dello zio, che credeva fosse morto in Germania, e che risponde al post con un commento.

 

Le due si incontrano e la cartolina arriva nelle mani di Giuliana che assieme alla figlia Vanessa potrà ora attivarsi, grazie alle nuove informazioni ricevute, per riportare a casa le spoglie dello zio, verosimilmente sepolte nell'ossario del cimitero militare italiano di Varsavia.

 

 

 

 

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