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| 20 dic 2022 | 12:06

I boschi sono in pericolo, in Trentino a caccia del bostrico con i satelliti. Wolynski: ''Oltre 8 mila ettari infestati, la siccità ha peggiorato la situazione''

L'importante progetto messo in campo tra Pat e Fondazione Edmund Mach con l'analisi delle immagini che arrivano dal satellite Copernicus Sentinel dell'Agenzia Spaziale Europea che consente di individuare i cambiamenti della vegetazione. "La situazione non è per nulla positiva" spiega il direttore  dell'Ufficio Pianificazione, Selvicoltura ed Economia forestale della Pat 

I boschi sono in pericolo, in Trentino a caccia del bostrico con i satelliti

TRENTO. “In Trentino siamo arrivati ad avere circa 8 mila ettari infestati dal bostrico e si pensava alla fine dello scorso anno di aver raggiunto il picco ed invece dopo la siccità di questa estate dobbiamo aspettarci ancora molti danni anche nel 2023”. Non sono per nulla belle notizie quelle che arrivato dai boschi trentini.

 

La diffusione del bostrico non si sta fermando e i danni che sta portando questo piccolo coleottero sono davvero tremendi. Al momento, purtroppo, non sembrano esserci molte speranze che la situazione possa migliorare nel 2023. A confermalo a il Dolomiti è Alessandro Wolynski, direttore dell'Ufficio Pianificazione, Selvicoltura ed Economia forestale. 

 

“Ci troviamo certamente davanti – spiega  Wolynski – ad una situazione difficile peggiorata con la siccità prolungata degli scorsi mesi. Alla fine dello scorso anno sembrava di essere arrivati al culmine dell'infestazione e della presenza di questo piccolo coleottero e pensavamo che fosse destinato a diminuire anche osservando i dati delle catture. Purtroppo, però, la siccità ha peggiorato le cose e anche nel prossimo anno avremo parecchi danni”. 

 

L'USO DEL SATELLITE
Le tecniche messe in campo per affrontare questa difficile situazione in Trentino sono molte. Il monitoraggio delle infestazioni di bostrico tramite campagne di ispezione sul logo rimangono estremamente costoso sia in termini economici che di tempo. 

Ed è proprio da questo punto di vista che negli scorsi mesi è stato lanciato un importante progetto che vede protagonista la Provincia e soprattutto la Fem con il Centro di Ricerca e Innovazione . Ad essere impegnata è l'Unità Ecologia Forestale coordinata da Damiano Gianelle e, assieme a lui, i ricercatori Michele Dalponte e Daniele Marinelli.

 

Il progetto utilizza i dati telerilevati come, ad esempio, immagini acquisite da sensori per il telerilevamento montati su satelliti nello spazio. Questi orbitano ogni giorno attorno al nostro pianeta acquisendo immagini che possono essere utilizzate per monitorare il territorio provinciale nel tempo. Nel contesto del progetto ForestSress, il Centro Ricerca e Innovazione della Fem, ha utilizzato dati ricavati dai satelliti Copernicus Sentinel dell'Agenzia Spaziale Europea per monitorare nel tempo le condizioni delle foreste.

 

“L'utilizzo del satellite Copernicus Sentinel  - spiega a il Dolomiti il direttore dell'Ufficio Pianificazione, Selvicoltura ed Economia forestale,  Alessandro Wolynski – è gratuito e viene messo a disposizione dalle amministrazioni pubbliche. Questo satellite passa sopra il Trentino periodicamente e produce delle immagini che non sono ad altissima definizione ma che ci consentono di capire parecchie cose”. 

 

Uno degli aspetti che queste immagini consentono di comprendere è lo stress della vegetazione. “La vegetazione – spiega  Wolynski – ha determinati colori quando questi cambiano oltre determinati indici qualcosa non va bene. Il confronto che viene fatto nel tempo ci permette di capire le variazioni che possono essere causate da un taglio delle vegetazione, una trasformazione della coltura oppure una patologia come il bostrico”. 

I dati vengono poi usati dal personale nel fare i vari rilievi. “Le informazioni che arrivano dall'elaborazione delle immagini satellitari sono fondamentali. Sono un aiuto - conclude il direttore - al personale forestale nel capire quali sono le zone interessate dal bostrico e il livello di gravità sul territorio. E' da tutto questo che poi si riescono a prendere decisioni operative, elaborare la cartografie ed identificare le varie zone”. 

 

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