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Vallagarina
05 aprile | 19:08

Torna l'emergenza processionaria: in Vallagarina in campo droni e software per mappare i nidi con 75 studenti in campo

L'anno scorso si è parlato della più grave infestazione degli ultimi 10 anni e la situazione quest'anno non pare molto migliorata, complici anche le temperature miti di questo inverno. Settantacinque studenti di tre istituti scolastici trentini, Istituto Agrario di San Michele all’Adige, Istituto Tecnico economico e tecnologico Felice e Gregorio Fontana, Istituto Tecnico Tecnologico G. Marconi di Rovereto, hanno partecipato al progetto Gispat

Torna l'emergenza processionaria: in Vallagarina in campo droni e software per mappare i nidi con 75 studenti in campo
di Redazione

ROVERETO. Basta alzare gli occhi agli alberi per vedere come il problema della processionaria sia già riesploso in maniera molto importante quest'anno. Il 2022 in Alto Adige era stata bollata come la più grave infestazione degli ultimi 10 anni e si era deciso di contrastare il fenomeno con gli elicotteri che rilasciavano dal cielo un preparato ''non dannoso per persone e animali''. Quest'anno la situazione non sembra migliorata e complici le temperature molto miti anche in inverno i nidi di questo lepidottero sono già moltissimi.

 

E come noto si tratta di un parassita infestante molto aggressivo e distruttivo: non solo nuoce alla salute dell’albero e può portarlo alla defogliazione totale, ma con i suoi peli urticanti può far male anche alle persone e agli animali, causando irritazioni cutanee, asma e anche shock anafilattico. In Vallagarina si è deciso di agire con droni, sensori e software dedicati per mappare nei boschi la processionaria del pino.

 

Settantacinque studenti di tre istituti scolastici trentini, Istituto Agrario di San Michele all’Adige, Istituto Tecnico economico e tecnologico Felice e Gregorio Fontana, Istituto Tecnico Tecnologico G. Marconi di Rovereto, hanno partecipato al progetto Gispat, coordinato dall’Associazione Euronike, co-finanziato dalla Fondazione Caritro. Nei giorni scorsi, alla Fondazione Mach, si è svolto l'incontro conclusivo del progetto.

"Preziosa è stata l’integrazione delle competenze di scuole diverse, al fine di analizzare una problematica ambientale, simulando così ciò che avviene nel mondo della ricerca e del lavoro - ha spiegato il dirigente del Centro Istruzione e Formazione FEM, Manuel Penasa -. Infine, è stato curato l’aspetto comunicativo, che si è concretizzato anche con l’evento finale di presentazione del lavoro ad un pubblico formato da esperti e non solo".

Il progetto ha visto l’attivazione di una fitta rete di collaborazioni, con gli esperti della FEM, l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente della Provincia autonoma di Trento, il Corpo Forestale Provinciale, il Comune di Rovereto, nonché la partecipazione di esperti del Politecnico di Milano, dell’Università di Scienze Forestali di Firenze e dell’Agenzia Spaziale Europea.

Entrato nel vivo nell’autunno 2021, il progetto ha accomunato gli studenti, appartenenti ai tre istituti scolastici coinvolti, in un percorso di accrescimento della loro conoscenza teorica delle tecnologie GIS – Geographic Information System, dei programmi di Osservazione della Terra e di rafforzamento dello sviluppo di competenze pratiche di raccolta ed analisi di dati.

Gli studenti hanno partecipato a tre workshop formativi, svolti tra dicembre 2021 e maggio 2022, attraverso i quali hanno approfondito la tecnologia GIS e le iniziative sviluppate dall’Unione Europea per l’Osservazione della Terra al fine di fornire dati preziosi per il monitoraggio dell’ambiente.

L’attività formativa è stata integrata con l’attività laboratoriale, condotta dalle scuole attraverso l’uscita didattica per la mappatura della processionaria nella zona di Marco di Rovereto. L’obiettivo era rilevare la presenza di Thaumetopoea pityocampa sia attraverso le immagini raccolte con il drone sia mediante un conteggio da terra da parte degli studenti. In classe studenti ed insegnanti sono stati impegnati ad analizzare i dati raccolti, valorizzando le competenze che caratterizzano i diversi indirizzi scolastici e producendo una mappatura delle aree analizzate confluita in un rapporto che è stato presentato durante l’evento finale.

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