Processionaria, la più grave infestazione degli ultimi 10 anni: in Alto Adige in azione gli elicotteri con un preparato ''non dannoso per persone e animali''
Con le prime ondate di caldo mite, i bruchi lasciano l'albero ospite per trasformarsi in crisalide stando sepolti nel terreno. "Quest'anno ci si può già aspettare che le processioni dell'insetto appaiano sul terreno della foresta già a partire da ora". In Trentino negli scorsi giorni già un caso di una cagnolone colpita dai peli urticanti di questo parassita (il video degli interventi che vengono messi in campo)

BOLZANO. "Quest'anno, le autorità forestali hanno riscontrato l'infestazione più grave degli ultimi 10 anni. Il controllo è obbligatorio nelle aree in cui questo parassita rappresenta un rischio per la salute umana e animale. Una perizia dell'Università di Padova ne raccomanda il contenimento". Così l'assessore provinciale responsabile per le foreste Arnold Schuler lancia l'allarme sulla situazione legata alla crescita della processionaria in Alto Adige. Un problema sentito anche perché rappresenta un pericolo concreto per i cani e anche le persone che si trovano a passeggiare nei luoghi infestati da questo lepidottero.
In Trentino pochi giorni fa una cagnolona, Zilli, è finita dal veterinario in gravi condizioni dopo aver incontrato questi piccoli bruchi i cui peli, se ingeriti, causano gravissime irritazioni fino alla distruzione dei tessuti cellulari e la necrosi. Il servizio foreste della Provincia di Trento spiegava a il Dolomiti che l'inverno mite ha favorito il proliferare di questo parassita e la conferma adesso arriva anche da Bolzano.
La Ripartizione Foreste dell'Alto Adige ha segnalato un aumento dell'infestazione della processionaria già all'inizio dell'anno, aumento che può essere attribuito alle condizioni climatiche particolarmente favorevoli. La processionaria è una specie di falena mediterranea che è uno degli insetti forestali principali dell'Alto Adige. "Le vistose ragnatele bianche dei bruchi nelle chiome ed alle estremità dei rami dei pini indicano l'infestazione" spiega il direttore della Ripartizione foreste, Günther Unterthiner. La processionaria colonizza prevalentemente le specie di pino ed è quindi frequente in Alto Adige nei boschi di pino nero nella zona di Monte Sole in Val Venosta tra Parcines e Malles, così come nella Bassa Atesina e nella Valle Isarco.
I bruchi della falena processionaria si nutrono degli aghi del pino e lo indeboliscono, ma di norma gli alberi non muoiono. Con le prime ondate di caldo mite, i bruchi lasciano l'albero ospite per trasformarsi in crisalide stando sepolti nel terreno. "Quest'anno ci si può già aspettare che le processioni dell'insetto appaiano sul terreno della foresta già a partire da ora" avverte Georg Pircher, direttore dell'Ispettorato forestale di Silandro. I peli urticanti di questi parassiti della foresta sono velenosi per l'uomo e possono causare reazioni spiacevoli. I sintomi vanno dal prurito e l'irritazione della pelle a possibili infiammazioni delle mucose o disturbi asmatici.
Come soluzione a medio e lungo termine, il Servizio forestale sta lavorando per convertire le foreste di pini in foreste miste. Pertanto domani (martedì 1 marzo) a partire dalle 8.30, il preparato biologico Bacillus thuringiensis sarà sparso da un elicottero sulle zone interessate dall'infestazione. Della superficie forestale colpita di circa 1.200 ettari, circa 300 ettari nelle località di Vezzano, Silandro, Corzes, Lasa, Eores, Spondigna, Sluderno e Tarces saranno interessati domani dallo spargimento del preparato anti processionaria. Se il tempo dovesse essere sfavorevole domani (1° marzo) l'operazione avrà luogo nei giorni successivi.
"Il preparato utilizzato non è nocivo per gli esseri umani o gli animali" sottolinea l'assessore Schuler. Il preparato sviluppa la sua tossicità nel tratto digestivo dei bruchi solo dopo che questi hanno mangiato gli aghi dei pini. L'agente di controllo biologico si degrada in pochi giorni. Nella breve finestra temporale delle prossime settimane, si raccomanda di rimanere sul sentiero durante le escursioni in modo che eventuali processioni siano più visibili ed evitabili da parte degli escursionisti. I cani devono essere tenuti al guinzaglio. "In questo modo" dice il direttore Unterthiner "il rischio di venire in contatto con la processionaria del pino diminuirà notevolmente".














