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| 26 feb 2022 | 05:01

IL VIDEO SERVIZIO. La processionaria è già arrivata, in pericolo cani e bambini. Dal taglio della pianta alle trappole per la cattura, ecco come si combatte

Per il cane il primo sintomo è l'improvvisa e intensa salivazione causata dal processo infiammatorio che avviene principalmente in bocca, anche se può estendersi anche all'esofago e allo stomaco

TRENTO. Con gli inverni sempre più caldi e la primavera che pare già essere alle porte la processionaria anticipa i tempi e di conseguenza entrano in azione le misure di contenimento del fenomeno. Un problema, quello legato alla schiusa dei nidi di questi piccoli lepidotteri, e al loro successivo spostamento al suolo, che rappresenta un grosso rischio in particolare per i cani ma può causare gravi conseguenze anche nei bambini e negli adulti, soprattutto se allergici.

 

Il rischio principale è legato ai peli di questi piccoli bruchi che è a forma di uncino e se respirato o ingerito dagli animali (i cani che, come è noto, si avvicinano con il naso ad annusare ciò che li incuriosisce e magari lo ''assaggiano'' anche leccandolo ma anche i cavalli che brucano l'erba) può portare conseguenze anche mortali. Proprio ieri Zilli, una giovane pointer inglese, ha avuto un bruttissimo incontro con la processionaria poco sopra Martignano (Qui Articolo). 

 

Per il cane il primo sintomo è l'improvvisa e intensa salivazione causata dal processo infiammatorio che avviene principalmente in bocca, anche se può estendersi anche all'esofago e allo stomaco. La lingua si ingrossa in maniera esagerata, talmente tanto da poter provocare anche il soffocamento del nostro amico a quattro zampe. Questo perché i peli urticanti della processionaria a contatto con le mucose provocano la distruzione dei tessuti cellulari causando, poi, anche gravi necrosi con perdite di porzioni della lingua.

 

Oltre tutto ciò possono poi verificarsi febbre, rifiuto del cibo e altri stati di malessere dell'animale. La lotta alla processionaria, allora, va fatta costantemente e in maniera massiccia.  Si può ''combattere'' la processionaria con dei pesticidi appositi che, però, possono agire esclusivamente sulle larve del lepidottero poiché il bozzolo del loro nido le protegge.

 

Vi è poi la lotta meccanica, come si vede nel video girato a Lagundo dai vigili del fuoco dove si vede chiaramente che l'albero infestato viene completamente abbattuto. Vi sono poi altre forme di lotta, come quella guidata con l'uso di feromoni per catture massali e quella adottata in Trentino, per esempio al Bosco della Città con delle vere e proprie trappole che catturano i lepidotteri una volta schiusi i bozzoli, non permettendo loro poi di scendere dall'albero e di diffondersi. (qui approfondimento sul fenomeno in Trentino)

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