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| 20 nov 2022 | 20:58

Allarme bostrico, a rischio i boschi della fascia alpina. L'allarme di Coldiretti: "Grande quantità di legname ancora a terra nelle zone più impervie colpite da Vaia"

Il messaggio di Coldiretti e Federforeste in occasione della Giornata nazionale degli alberi: "Il bostrico tipografico, insetto killer del legno, ha già colpito 14 milioni di alberi in Italia. Sistema di controllo dell’Unione Europea? Frontiere colabrodo che ha lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari"

Allarme bostrico, a rischio i boschi della fascia alpina
Foto a dx: Cristina Salvadori – FEM
di Redazione

TRENTO. E' allarme bostrico per i boschi italiani, ma a rischio è soprattutto la fascia alpina. Il bostrico tipografico, insetto killer del legno, ha già colpito 14 milioni di alberi. E' questo il messaggio di Coldiretti e Federforeste in occasione della Giornata nazionale degli alberi del 21 novembre.

 

"L’invasione si è scatenata a causa della presenza di una grande quantità di legname ancora a terra nelle zone più impervie colpite dalla tempesta Vaia – sottolinea Coldiretti – visto che questo insetto di forma cilindrica e di colore bruno, lungo circa cinque millimetri, ha cominciato a riprodursi a un ritmo sempre più preoccupante, partendo dai tronchi a terra e infettando poi le piante ancora in piedi".

 

La rapida avanzata del parassita killer, l’Ips typographus, che infetta gli abeti indeboliti dagli effetti dei cambiamenti climatici, spiega Coldiretti, rappresenta una vera e propria pandemia delle piante che, al contrario di quello che succede con il Covid, prende forza mano a mano che si alzano le temperature e l’insetto "mangia tronchi" esce allo scoperto facendo strage di alberi.

 

Il bostrico si infila sotto la corteccia dove scava intricate gallerie che interrompono il flusso della linfa in particolare agli abeti rossi, ma anche al larice, l’abete bianco e il pino silvestre, uccidendoli nel giro di poche settimane. "In primavera, con il tempo più mite, i maschi del bostrico entrano sotto la corteccia delle piante e si accoppiano con le femmine che scavano nel legno gallerie lunghe fino a 15 centimetri, dove depongono in media ottanta uova dalle quali – spiega Coldiretti – escono larve che, a loro volta, creano cunicoli di 5 o 6 centimetri per nutrirsi e crescere dando vita a una nuova generazione di assassini".

 

Una volta che la popolazione si moltiplica e diventa aggressiva, il bostrico lancia attacchi di massa che portano in breve tempo alla morte delle piante e rendono inutilizzabile il legno. "Da proteggere – sottolinea – c’è tutto un ecosistema forestale, con un grande patrimonio di biodiversità e una strategica capacità di assorbire Co2 e mitigare i cambiamenti climatici, che integra attività umane tradizionali che vanno dalla raccolta dei tartufi e dei piccoli frutti alla ricerca dei funghi, dall’ecoturismo fino alla gestione del legname, azione fondamentale per la salute del bosco".

 

In Italia, evidenzia Coldiretti, "ci sono oltre 11 milioni di ettari di foreste molto vulnerabili perché è mancata l’opera di prevenzione a causa dell’incuria e dell’abbandono, diventando spesso vere giungle ingovernabili. Per difendere il bosco italiano occorre creare le condizioni economiche e sociali affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di vigilanza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli".

 

Ma la devastazione causata dall’insetto killer del legno ha anche l’effetto di aumentare il deficit commerciale nel settore del legno, "dove l’industria italiana è la prima in Europa - sottolinea - ma importa dall’estero più dell’80% del legname necessario ad alimentare l’industria del mobile, della carta o del riscaldamento, per un importo di 4,8 miliardi nel 2021 con oltre diecimila, fra boscaioli e aziende agricole forestali, che in Italia si dedicano alla buona gestione degli alberi e alla prima lavorazione dei tronchi".

 

Possibili misure? "E’ necessario adottare subito misure urgenti fronteggiare i danni provocati dal Bostrico che sta compromettendo l’intera gestione forestale, lo sfruttamento turistico e la prevenzione idrogeologica e con esse l’economia circolare che ne deriva", afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che "se come prima linea di difesa è necessario ripulire i boschi dai tronchi caduti ad alto rischio di infestazione con l’abbattimento delle piante già infestate sul lungo periodo è necessario snellire tutte le procedure burocratiche di intervento e di gestione delle foreste".

 

Per effetto della globalizzazione dei commerci e per l’impatto dei cambiamenti climatici con il surriscaldamento delle temperature "l’Italia negli ultimi anni – spiega Coldiretti – ha dovuto affrontare una vera e propria invasione di insetti e organismi alieni arrivati nelle campagne soprattutto con le piante ed i semi dall’estero che hanno causato oltre un miliardo di danni sul piano ambientale, paesaggistico ed economico".

 

Coldiretti afferma: "Basti pensare al batterio della Xylella che arrivato con essenze importate dall’America Latina ha devastato gli oliveti del Salento in Puglia oppure la Cimice asiatica che danneggia i frutteti italiani come la Drosophila suzukii il moscerino killer molto difficile da sconfiggere che attacca ciliegie, mirtilli e uva, oppure il cinipide galligeno che ha fatto strage di castagni fino al punteruolo rosso che ha decimato le palme".

 

Sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea con "frontiere colabrodo che ha lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari – conclude Coldiretti –. Una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati con estenuanti negoziati e dossier che durano anni.".

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