Contenuto sponsorizzato
| 24 ago 2022 | 17:38

In Trentino 60 nuovi Carabinieri e 6 Marescialli per il Comando provinciale: "Tra la gente per dare risposte concrete al territorio''

Nessuna delle nuove unità è stata destinata ad Uffici o altre branche di natura burocratica o logistica, quanto piuttosto a 45 Stazioni Carabinieri della Provincia (sulle 74 presenti). L'obiettivo è quello di aiutare chi ne ha bisogno, garantendo la sicurezza e la tranquillità dei cittadini sui quali sono chiamati a vigilare

TRENTO. Un contingente di 66 nuovi militari dell’Arma, tra cui 11 donne, è stato assegnato in via straordinaria e definitiva al Trentino. 

 

Si tratta di militari che hanno terminato il periodo formativo alle Scuole Allievi, con arrivo ai reparti già avvenuto nel corso di questi ultimi 10 giorni di agosto. Nessuna delle nuove unità è stata destinata ad Uffici o altre branche di natura burocratica o logistica, quanto piuttosto a 45 Stazioni Carabinieri della Provincia (sulle 74 presenti) con lo scopo non solo di colmare carenze organiche presenti oramai da tempo ma anche di contribuire a dare una concreta risposta a quelle zone del territorio maggiormente caratterizzate da episodi di delinquenza e degrado. 

Un terzo di questo personale svolgerà servizio nelle aree di Trento e Rovereto, dando così un vigoroso impulso alla capacità di prevenzione e controllo dell’intera Arma trentina.

 

Nei giorni scorsi, alla sede del Comando Provinciale in via Barbacovi, il nuovo personale ha ricevuto il saluto del Comandante Provinciale Colonnello Ederle, a cui si è unito il benvenuto del presidente della Provincia Fugatti e del vicario del Commissario del Governo, il dottor  Di Amato che hanno voluto presenziare al particolare momento di inizio carriera di queste giovani e volonterose leve dimostrando così ancora una volta la vicinanza delle Istituzioni e della popolazione trentina all’Arma. 

I Marescialli giungono ai reparti dopo aver completato un iter formativo a impostazione universitaria, della durata di 3 anni  alla Scuola Marescialli di Firenze, durante il quale, oltre ad aver acquisito le necessarie competenze tecnico - professionali, hanno conseguito la laurea in "Scienze Giuridiche della Sicurezza". 

I Carabinieri, invece, provengono dalle Scuole Allievi di Torino, Reggio Calabria, Taranto e Iglesias, al termine di un percorso addestrativo durato dodici mesi, caratterizzato da attività formative di carattere militare e tecnico-professionale erogate da qualche anno con un impostazione metodologica più moderna, non solo sotto il profilo delle tecnologie oggi a disposizione ma anche di natura sociologica per meglio approcciare alle diverse problematiche che affliggono le comunità in cui andranno a prestare servizio (per esempio l'apprendimento delle tecniche di comunicazione interpersonale, primo intervento sulla scena del crimine, gestione delle emergenze e delle persone in stato di agitazione, tecniche di primo soccorso, etc. ). 

 

Questi militari, in definitiva, avranno l’opportunità di mettere in pratica nozioni e filosofia istituzionale apprese durante il corso, operando “tra la gente e per la gente”, con il principale scopo di aiutare chi ne ha bisogno, garantendo la sicurezza e la tranquillità dei cittadini sui quali sono chiamati a vigilare.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
| 22 aprile | 19:58
Dai primi esperimenti sartoriali da bambina al percorso di studi al Centro Moda Canossa, fino alla scelta di aprire una sua sartoria a 18 anni. [...]
Cronaca
| 22 aprile | 18:58
Sebastiano Favero, presidente dell'Ana: "Polemiche astruse: il Cappello Alpino non è di competenza dell'Ana e Socio Alpino Ana lo può diventare [...]
altra montagna
| 22 aprile | 15:00
"Ci sono episodi che non possono essere trattati come semplice cronaca". Nel solo territorio di Pescasseroli, dal 2018 al 2026, sono state [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato