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| 18 feb 2022 | 12:41

Indotta al matrimonio per denaro e poi fatta prigioniera in casa, il dramma di una ragazza di 27 anni

E' una drammatica vicenda che si snoda tra Verona e Reggio Emilia e che riguarda una ragazza di 27 anni. Un uomo di 31 anni l'aveva indotta a contrarre matrimonio con lui, dietro la promessa di un compenso pari a 10mila euro. Matrimonio da contrarre, secondo quanto emerso dalle indagini, ai soli fini di ottenere la cittadinanza italiana

Indotta al matrimonio per denaro e poi fatta prigioniera in casa, il dramma di una ragazza di 27 anni
di Redazione

VERONA. Ingannata, indotta al matrimonio per denaro, poi fatta prigioniera in casa diventata, nel frattempo, anche luogo di spaccio. Una vicenda drammatica che si snoda tra Verona e Reggio Emilia e che riguarda una ragazza di soli 27 anni.

 

Le indagini condotte dai carabinieri hanno portato nelle scorse ore alle denuncia di otto persone. Tutto ha avuto inizio nel novembre del 2020 a seguito della segnalazione di un’ignara 29enne reggiana che, riconfigurando il suo nuovo smartphone, con le credenziali già inserite in quello che aveva smarrito, aveva scoperto che la sua mail era stata usata da altri. Il tutto verificando la presenza di documenti con foto e nominativi di stranieri a lei sconosciuti.

 

Le immediate indagini hanno portato presto all’identificazione dell’autore della frode in un 31enne nordafricano residente in provincia di Verona, il quale avrebbe utilizzato la documentazione ricevuta sulla mail della 29enne al fine di indurre una 27enne, residente nel Modenese, a contrarre matrimonio con lui, dietro la promessa di un compenso pari a 10mila euro. Matrimonio da contrarre, secondo quanto emerso, ai soli fini di ottenere la cittadinanza italiana.

 

Per la 27enne promessa sposa, però, è iniziata l’odissea. L'uomo l'ha infatti privata di tutti i documenti e anche del cellulare costringendola a rimanere contro la sua volontà prima in una abitazione di alcuni complici nel capoluogo reggiano e poi costringerla in un’altra abitazione in provincia di Verona.

 

Da quest'ultima casa la donna è riuscita però fortunatamente a fuggire.

 

Entrambi i luoghi di “prigionia”, stando a quanto sarebbe emerso nel corso delle indagini dei carabinieri di Gattatico, costituivano anche due presunte basi di spaccio di stupefacenti che vedevano convolto sia il 31enne che altri stranieri.

 

Al termine di un’ampia e articolata attività d’indagine portata a compimento dai militari, sono stati deferiti in stato di libertà per i reati di concorso in sequestro di persona, spaccio di stupefacenti, frode informatica e induzione al matrimonio mediate inganno complessivamente otto persone di un’età tra i 23 e i 43 anni residenti tra le province di Reggio Emilia e Verona.

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