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Infiltrazioni mafiose nei fondi Pnrr, allerta in Trentino. Il Commissario Bernabei: ''Rischio concreto, dimostrato l'interesse della malavita per il nostro territorio''

Il commissario del Governo spiega: "Mentre il caso Perfido può aver colto di sorpresa qualcuno, ora possiamo avere una più esatta percezione che c'è un rischio concreto e questo ci deve aiutare”. Nella relazione dell'Antimafia l'allerta per le attività economiche che si trovano in difficoltà dopo il periodo di emergenza Covid: "Può risultare particolarmente favorevole per le organizzazioni criminali che dispongono di importanti liquidità  si pongono quale alternativa allo Stato in un primo momento garantendo alle aziende  un immediato accesso al credito e successivamente acquisendone il controllo”

Di Giuseppe Fin - 08 aprile 2022 - 09:41

TRENTO. Dall'operazione Perfido che ha confermato l'interesse della malavita al Trentino a cui vanno unite le aziende in crisi di liquidità, le operazioni sospette di denaro registrate dalla Banca d'Italia ai grossi flussi di finanziamenti in arrivo con il Pnrr. E' massima l'attenzione anche in Trentino per il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata. “I rischi sono concreti. Siamo molto allertati e ci vuole l'impegno da parte di tutti per intercettare anche i minimi segnali” spiega a ilDolomiti il commissario del Governo Gianfranco Bernabei.

 

Ed è la stessa relazione Antimafia (QUI IL TESTO COMPLETOuscita nelle scorse ore che lancia l'allarme. In tale contesto, viene riportato, “può risultare particolarmente favorevole per le organizzazioni criminali che disponendo di importanti liquidità e sfruttando le condizioni di difficoltà economica delle piccole e medie imprese si pongono quale alternativa allo Stato in un primo momento garantendo alle stesse un immediato accesso al credito e successivamente acquisendone il controllo”.

 

Fondamentale sono le analisi relative agli effetti che la grave crisi pandemica ha generato nel territorio. Secondo quanto riporta dal Rapporto annuale della Banca d’Italia del giugno 2021 relativo alle economie regionali, a Trento e Bolzano “Le misure di distanziamento sociale, la chiusura parziale delle attività e i vincoli alla mobilità tra le regioni e i paesi hanno avuto pesanti ripercussioni sull’attività economica. Le stime formulate dalla Fondazione Bruno Kessler e dall’Istituto di statistica della Provincia autonoma di Trento indicano che il Pil ha segnato nel 2020 una contrazione prossima al 10 per cento in termini reali; in provincia di Bolzano la flessione è risultata superiore all’11 per cento secondo l’Istituto provinciale di statistica (-8,9 per cento nella media italiana)”. Effetti che hanno colpito in misura eterogenea i diversi comparti dell’economia.

 

“Abbiamo ben presenti - spiega il prefetto Bernabei – i rischi che ci sono soprattutto con il grosso flusso di denaro in arrivo con il Pnrr. Per questo siamo particolarmente allertati anche e soprattutto visto il recente processo ancora in corso che ha confermato l'interesse della malavita calabrese per il nostro territorio. Mentre l'episodio di Perfido può aver colto di sorpresa qualcuno, ora possiamo avere una più esatta percezione che c'è un rischio concreto e questo ci deve aiutare”.

 

Ed è per questo che ormai da diversi mesi Commissariato, Procura della Repubblica e forze dell'ordine stanno cercando di portare avanti attività di sensibilizzazione con le categorie economiche affinché non siano lasciati spazi a forme di criminalità organizzata.

 

Una criminalità come la 'ndrangheta che ha dimostrato, viene ripotato sempre nella relazione semestrale della Dia, di radicarsi anche al di fuori dei confini della Calabria. Ci sono infatti 46 "locali" della 'ndrangheta in altre regioni, di cui 25 in Lombardia, 16 in Piemonte, 3 in Liguria, una in Veneto, una in Valle d'Aosta ed una anche in Trentino a Lona Lases espressione della cosca reggina Serraino.

 

Sul tema della presenza delle organizzazioni criminali nella relazione dell'antimafia vengono riportate le parole dell'ex Commissario del Governo per la Provincia di Trento, Sandro Lombardi. “Le recenti indagini contro la criminalità organizzata, operate dalle forze di polizia, coordinate dalla locale magistratura – ha spiegato Lombardi - hanno confermato tentativi di colonizzazione da parte delle mafie, anche in Trentino Alto Adige, regione caratterizzata da un’economia ricca e variegata, tuttavia messa a dura prova dalle conseguenze della pandemia. Se l’imprenditoria in difficoltà deve essere quindi messa in guardia dai rischi di accettare forme di aiuto poco trasparenti, dall’altro canto i fondi offerti dal Governo e quelli che arriveranno a breve attraverso l’Unione Europea impongono di effettuare un accurato monitoraggio delle effettive destinazioni, in modo da contrastare efficacemente tentativi di illecito arricchimento”.

 

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