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'Internet Romance Scam' e 'Man in the Middle', sgominata banda di truffatori: vittime anche in Trentino. "Raggiri a donne malate o in situazioni difficili''

Truffa informatica e sentimentale, l'operazione della compagnia dei carabinieri di Savona ha coinvolto diverse regioni tra le quali anche il Trentino Alto Adige. Sono stati effettuati  19 arrestati dai carabinieri. Vittime anche a Trento per la cosiddetta "'Internet Romance Scam''

Di Giuseppe Fin - 04 May 2022 - 19:33

TRENTO. Ci sono anche residenti in provincia di Trento tra le vittime di raggiri e vere e proprie truffe messe in atto un'organizzazione criminale internazionale  in grado di riciclare ingenti somme di denaro illecitamente ricavate da truffe online, perpetrate in diverse aree del territorio italiano, in Nigeria e in altri Paesi tra il 2019 e il 2021.

 

L'operazione è stata condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Savona, tra la provincia ligure e quelle di Bolzano, Como, Milano, Mantova, Rovigo, Pistoia e Siena, ed hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 19 persone di cittadinanza nigeriana, tra i 22 e i 42 anni di età, indagati per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio internazionale di denaro. Nei confronti di altre 10 persone sono state emesse misure personali non custodiali.

 

L’operazione ha visto impegnati oltre 100 militari del comando provinciale di Savona, coadiuvati dai comandi Carabinieri territorialmente competenti, dal 15° Nucleo Elicotteri e dal Nucleo Cinofili.  L’indagine, avviata nell’estate 2020 e portata avanti anche con l'analisi di oltre 14 mila transazioni finanziarie, ha permesso l’individuazione delle movimentazioni illecite concernenti la ricezione di denaro provento delle truffe da diversi paesi del mondo, la successiva sistematica dispersione in giroconti, prelievi in contanti, operazioni extra conto e web, rimesse attraverso money transfer nella provincia di Savona.

 

Secondo quanto emerso dalle indagini il denaro, proveniente prevalentemente da diverse varianti delle “truffe alla nigeriana”, in particolare quella “sentimentale” e quella “man in the middle”, era ricevuto dagli indagati attraverso contatti diretti tra gli scammer, operanti prevalentemente in Nigeria, e vari connazionali in Italia.

 

Il modus operandi è riconducibili a due tipologie. La prima è la cosiddetta “truffa sentimentale” o “internet romance scam”: in questo caso il raggiro è rivolto soprattutto a persone perbene e donne sole di età comprese tra i 25 e gli 80 anni, psicologicamente fragili e, quindi, vulnerabili, selezionate dai malviventi perché affette da depressione, da malattie oncologiche o croniche ed invalidanti, persone gravate da situazioni personali difficili, con le quali gli scammer, fingendosi persone importanti o professionisti di alto livello (medici, imprenditori, appartenenti a forze armate occidentali, medici in teatri di guerra, cantanti famosi, ecc.), intrecciano sui diversi social network relazioni virtuali facendo leva spesso su sentimenti di pietà e compassione, e raggirando, in questo modo, le vittime che, pur non conoscendo la vera identità degli scammer, sono indotte ad effettuare nel tempo ripetute dazioni di denaro, anche molto cospicue.

 

Sulla base degli elementi finora raccolti, spiegano i Carabinieri, è possibile affermare che sono stati cagionati danni patrimoniali di rilevante gravità (sino a oltre 200.000 euro a persona), cui si devono aggiungere le rilevanti ripercussioni sotto il profilo psicologico dovute al sentimento di vergogna provato nel rendersi conto, infine, di essere state illuse e raggirate.  Sono state individuate 433 vittime della tipologia di truffa sopra descritta, residenti nelle province di Savona, Genova, Imperia, Milano, Bergamo, Lecco, Varese, Torino, Alessandria, Novara, Trento, Padova, Verona, Venezia, Bologna, Arezzo, Livorno, Roma, Teramo, Napoli, Foggia, Lecce, Cosenza, Catania e all’estero.

 

La seconda tipologia è invece chiamata “man in the middle”: questo tipo di raggiro informatico consiste nel violare le comunicazioni di un’azienda allo scopo di “sostituirsi” ad essa, clonandone l’identità e le relative pagine internet, oppure i relativi clienti e fornitori, in modo da far dirottare i pagamenti verso i conti correnti dell’organizzazione criminale. I malfattori entrano nella posta elettronica di un’azienda o di un suo dipendente utilizzando diversi metodi, come e-mail di phishing o l’invio di malware. Gli scammer hanno così modo di interporsi nella corrispondenza tra azienda e clienti/fornitori, riuscendo ad indirizzare il denaro sui conti da loro indicati. Sono state individuate strutture ricettive truffate nelle province di Savona, Imperia, Milano, Venezia, Livorno, Roma e Napoli.

 

Sui conti in uso agli indagati è stata movimentata la somma di  5.914.380 euro, di cui  1.861.411 euro ricevuti direttamente dalle 433 vittime dei reati di truffa sentimentale272.420 euro ricevuti da soggetti non meglio identificati in 57 diversi paesi nel mondo, nell’arco temporale dal 2019 al 2021. Sui cellulari sequestrati ad alcuni indagati sono stati individuati messaggi scambiati con connazionali presenti in Nigeria in cui si stabiliscono, tra le varie comunicazioni, anche le percentuali di guadagno dei riciclatori sulle somme ricevute a seguito delle truffe on-line.

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