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| 17 giu 2022 | 07:38

Truffe e raggiri a persone anziane, maxi operazione dei carabinieri: dall'Emilia Romagna al Trentino 17 provvedimenti cautelari

Oltre 200 le truffe e 50 i furti per un giro d'affari di oltre un milione di euro. Sono 48 gli indagati iscritti nel registro della Procura Reggiana. Le indagini hanno avuto inizio il 28 ottobre del 2018 dopo un furto avvenuto nella canonica della parrocchia di San Polo d’Enza

Truffe e raggiri a persone anziane, maxi operazione dei carabinieri
di Redazione

TRENTO. E' stato coinvolto anche il Trentino nella maxi operazione denominata "Ghost" portata avanti dai carabinieri di Reggio Emilia e che ha permesso di effettuare 17 provvedimenti cautelari (13 in carcere, tre ai domiciliari e un obbligo di firma) tra Emilia e Trentino Alto Adige. Oltre 200 le truffe e 50 i furti per un giro d'affari di oltre un milione di euro. Sono 48 gli indagati iscritti nel registro della Procura Reggiana, tra questi anche alcuni calabresi imparentati con imputati per associazione di stampo mafioso nelle inchieste “Aemilia” e “Perseverance” contro la ‘ndrangheta. 

 

Le indagini hanno avuto inizio il 28 ottobre del 2018 dopo un furto avvenuto nella canonica della parrocchia di San Polo d’Enza e il successivo utilizzo delle carte di credito rubate per effettuare prelievi di contanti non autorizzati e ricariche di carte PostePay intestate a soggetti terzi compiacenti.

 

Il lavoro degli inquirenti ha permesso di ricostruire un quadro dell'attività portata avanti da un gruppo criminale che era articolata in due distinte batterie: una attiva nel mettere a segno furti di carte bancomat o di credito, da usare poi per prelevare contanti, l’altra dedicata invece alle truffe online, e specializzata in particolare nell’ormai nota “truffa della ricarica al contrario” agli sportelli bancomat.

 

Le vittime dei furti erano soprattutto persone anziane, scelte per le loro accentuate condizioni di vulnerabilità: intercettate all’esterno di supermercati e centri commerciali, venivano avvicinate, distratte con una scusa e derubate. Le truffe, invece, avvenivano con la pubblicazione di falsi annunci online o l'affitto di false case vacanze. Alla vittima che si mostrava interessata veniva chiesto di ricaricare una carta PostePay in uso al sodalizio, ma subito dopo il pagamento il sedicente venditore/affittuario si rendeva improvvisamente irreperibile.

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