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| 18 ago 2022 | 20:49

“Neg*o di mer*a, non toccarmi mi attacchi le malattie”, medico aggredito da un paziente: “La violenza verbale razzista più feroce della mia vita”

La denuncia del medico: “Le aggressioni, sia verbali che fisiche, nei confronti di soggetti neri in questo Paese stanno aumentando e, per tutti noi ormai, il timore di essere il prossimo Alika è sempre più reale”

“Neg*o di mer*a, non toccarmi mi attacchi le malattie”, medico aggredito da un paziente
di Tiziano Grottolo

LIGNANO SABBIADORO. A raccontare l’aggressione razzista è stato lo stesso Andi Nganso, medico 32enne di origini camerunensi, che la notte del 17 agosto è stato aggredito da un paziente che stava curando al Punto di Primo Intervento dell’ospedale di Lignano Sabbiadoro. “Ho subito la violenza verbale razzista più feroce della mia vita e ho deciso, di concerto con il mio legale, di sporgere denuncia”, ha detto il dottore. Il paziente infatti si è rivolto al medico apostrofandolo come “negro di merda, se lo sa Zaia ti salta in culo, non toccarmi che mi attacchi le malattie”.

 

Nganso ha detto di aver reso nota la vicenda per manifestare un atto di resistenza, “perché – ha spiegato – odio e razzismo non solo esistono in questo Paese ma si fanno forti quando la prossimità di un appuntamento elettorale suggerisce che certe posizioni saranno tutelate. Il mio aggressore ha spesso citato il Presidente Zaia, suggerendo che il Presidente della sua regione, il Veneto, mi avrebbe eliminato”. Nel mezzo il medico è stato apostrofato più volte come “sporco” e “schifoso”.

 

“In questo Paese la politica dovrebbe realizzare e prendere consapevolezza delle conseguenze delle proprie retoriche ma l’assenza continua a essere trasversale”, ha aggiunto Nganso ricordando come nessuno dei leader dei partiti nazionali fosse a Civitanova Marche per chiedere giustizia per Alika (l’uomo ucciso in strada dopo una brutale aggressione).

 

“Oggi – ha affermato Nganso – sarebbe importante che tutti loro, che hanno da sempre galleggiato sul sentimento razzista di questo Paese, o che sono responsabili di timido e ipocrita antirazzismo decidessero di prendere una posizione definitiva sulla questione, affrontando con più serietà e dignità le questioni annesse a questa endemizzazione del razzismo in Italia. Le aggressioni, sia verbali che fisiche, nei confronti di soggetti neri in questo Paese stanno aumentando e, per tutti noi ormai, il timore di essere il prossimo Alika è sempre più reale”.

 

Successivamente è arrivata anche la presa di posizione del presidente Luca Zaia: “Ho appreso di quanto raccontato da questo medico e da come descrive la vicenda si tratta di un episodio vergognoso. Non conosco i fatti: ho semplicemente letto il post che ha pubblicato su Instragram, denunciando l’accaduto. Va necessariamente fatta chiarezza assoluta su questo episodio, sul quale mi auguro ci sia modo di andare a fondo. Se un cittadino va in giro facendo il nome del Presidente della sua regione non significa che sia legittimato a parlare in nome e per conto del Presidente della sua regione. Soprattutto con simili affermazioni. Io ripudio nel modo più totale ogni forma di razzismo e di violenza sia verbale che fisica. Considero il razzismo un’onta sociale. A questo medico va tutta la mia solidarietà e spero anche che venga fatta chiarezza fino in fondo su questa vicenda”.

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