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Trento
17 ottobre | 13:23

Medico aggredito all'ospedale di Trento, Ioppi: "Non dobbiamo abituarci a queste drammatiche situazioni, servono risposte adeguate"

"Quello che è peggio è che si stanno abituando tutti, dalla politica, alle istituzioni, alla opinione pubblica, fino alle stesse Aziende Sanitarie alle quali, comunque, spetta il dovere di mettere in sicurezza le proprie strutture, oltre che il personale che vi opera” spiega il presidente dell'Ordine dei Medici

Medico aggredito all'ospedale di Trento, Ioppi: Non dobbiamo abituarci a queste drammatiche situazioni

TRENTO. “E' diventata ormai una triste abitudine. Servono risposte adeguate”. Il presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Trentino, Marco Ioppi, interviene dopo l'aggressione vissuta da un medico all'ospedale Santa Chiara nei giorni scorsi. 

 

È successo nella serata di lunedì 14 ottobre: un giovane di 19 anni, infastidito da quelli che percepiva come lunghi tempi di attesa per la visita, ha cominciato a prendersela con il personale sanitario e gli addetti alla vigilanza, urlando e inveendo.

 

Ad un certo punto è passato dalle parole ai fatti, aggredendo fisicamente un medico intervenuto per cercare di calmarlo: non soddisfatto, ha continuato a minacciare tutti i presenti e ha preso a testate il vetro del triage, danneggiandolo.

 

L'Ordine dei Medici, esprimendo solidarietà al collega, spiega che “E’ diventata ormai una triste abitudine dover registrare aggressioni e atti di violenza ai danni del personale sanitario. Quello che è peggio è che si stanno abituando tutti, dalla politica, alle istituzioni, alla opinione pubblica, fino alle stesse Aziende Sanitarie alle quali, comunque, spetta il dovere di mettere in sicurezza le proprie strutture, oltre che il personale che vi opera”.

 

Le drammatiche notizie che arrivano quotidianamente, continua l'Ordine,  ci devono servire  per non farci trovare impreparati. 

 

“Ci siano di monito – spiega Ioppi - per mettere in atto risposte adeguate secondo i rispettivi ruoli e responsabilità: ricostruire quindi una relazione medico paziente improntata alla umanità e gentilezza, investire sul sistema Salute, coinvolgere i cittadini a comprendere la complessità della cura. Queste sono le ricette che l’Ordine, al di là delle varie proposte che si sono lette e sentite, si sente di proporre alla riflessione di coloro ai quali sta a cuore la salute: il bene più prezioso che abbiamo da preservare”.

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