Nottata balorda per giovani vandali che se la prendono con piante e vasi del parco. Il sindaco: ''Sono stati ripresi dalle telecamere, pagheranno i danni''
Si resta senza parole ad entrare al Parco di San Marco a Trento e a trovarlo in questo stato. Ianeselli: ''Forse per i vandali quella di ieri è stata una bravata senza importanza, per noi è una ferita a un bene che, essendo di tutti, va amato e protetto''

TRENTO. ''Non rimarranno senza conseguenze i vandalismi che hanno colpito il giardino San Marco. La polizia locale ha già scaricato le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza ed è al lavoro per individuare i responsabili. I ragazzi che hanno devastato le fioriere saranno chiamati a rispondere delle loro azioni e a pagare i danni''. Così il sindaco di Trento Franco Ianeselli commenta oggi quel che è successo l'altra notte nel parco di San Marco a Trento. Un gruppetto di indefinibili (anche se di aggettivi ne verrebbero tanti) giovani hanno deciso che per ''accendere'' la loro triste serata c'era bisogno di qualche tipo di emozione e così se la sono presa con le fioriere e con le piante del parco.

Lo spettacolo che ci si trova davanti ad entrarvici in queste ore è desolante con i vasi tutti sfasciati, la terra finita sui Sanpietrini, le piante e i fiori danneggiate, piegati al suolo. Il parco, però, purtroppo per questi brillanti ragazzi, è videosorvegliato e quindi la speranza è che ben presto vengano identificati e, come ha detto il sindaco Ianeselli, ''chiamati a rispondere delle loro azioni e a pagare i danni''.

''Se sarà possibile - prosegue il primo cittadino - mi piacerebbe poterli incontrare, per raccontare delle attenzioni che gli operai dell'ufficio Parchi e giardini, assieme a quelli delle cooperative, dedicano al luogo che loro hanno distrutto. E dei bambini che lì vanno a giocare e annaffiare e imparare a prendersi cura della loro città. Forse per i vandali quella di ieri è stata una bravata senza importanza, per noi è una ferita a un bene che, essendo di tutti, va amato e protetto. Perché è anche in un parco curato e vissuto che capiamo le ragioni del nostro stare assieme''.













