Danni al parco tra 'evoluzioni' con bici e moto, ragazzi che si arrampicano sul tetto e porte sfondate: "Non è colpa dei turisti e i genitori si offendono pure: non c'è rispetto"
Il sindaco di Ronzo Chienis ha deciso di pubblicare un'ordinanza per chiudere il parco dopo una serie di danni e vandalismi: "E' un discorso di responsabilità e di educazione che deve partire in ambito familiare"

RONZO CHIENIS. Bambini che si arrampicano sul tetto, scritte sui muri, bici e moto e rifiuti lasciati un po' ovunque. E vandalismi a ripetizione. Ecco che il sindaco ha deciso di chiudere il parco urbano. "Ci sono sempre stati alcuni problemi ma nell'ultimo periodo gli episodi si sono intensificati", dice Gianni Carotta, primo cittadino di Ronzo-Chienis. "Una scelta che mi amareggia ma che si è resa necessaria perché certi atteggiamenti sono inaccettabili: c'è una mancanza di rispetto, anche del bene pubblico".
Accessi sfondati, pareti vandalizzate e l'abbandono di immondizia. "Le porte della cucina sono state forzate per tre volte in poco tempo. Nonostante i continui interventi per ripristinare il decoro, continuano a comparire scritte sui muri", prosegue Carotta. "E poi qualcuno usa la zona dell'arena per 'evoluzioni' con bici e scooter. Alcuni ragazzi, anche molto piccoli, invece scavalcano la recinzione e si arrampicano sul tetto. E' pericoloso e c'è anche l'impianto fotovoltaico che rischia di essere danneggiato".
Il primo cittadino ha così firmato l'ordinanza per interdire l'accesso all'area che è inoltre in attesa di un intervento di riqualificazione da circa mezzo milione di euro, inizialmente previsto tramite Pnrr e importo poi coperto dalla Provincia (Qui articolo). A nulla è valso l'intervento "bonario" del sindaco. "Ho provato a parlare con le famiglie ma tutto viene ricondotto a 'goliardia', però se malauguratamente il bimbo si dovesse infortunare sono problemi per l'amministrazione comunale".
Atteggiamenti che non possono essere minimizzati. "Anche durante la festa dei vigili del fuoco i bambini si sono portati sulla copertura e nonostante le richieste avanzate ai genitori presenti non è cambiato nulla, anzi si sono offesi". Intanto l'area è stata interdetta, ma si valuta concretamente di posizionare le transenne e di aprire gli spazi solo in occasione di eventi e manifestazioni. "Ci dobbiamo tutelare, anche come forma di rispetto dell'operaio che deve pulire e intervenire quasi quotidianamente a causa dell'inciviltà".
Anche a Trento c'è stato qualche problema, in particolare a Sopramonte: Asis ha dovuto chiudere la struttura perché alcune persone hanno portato i cani a defecare sul campo, altri ragazzi sono entrati con scooter e biciclette (Qui articolo). Discorso simile, quindi, in val di Gresta.
"Non si può sempre puntare il dito contro i turisti: sono i residenti in questo caso che non seguono le regole e non hanno rispetto della cosa pubblica. E' un discorso di responsabilità e di educazione che deve partire in ambito familiare", conclude Carotta.


















