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Obbligo di Green pass per i tabaccai: “Impossibile da soli controllare tutti i clienti, in 24 ore entrano più di 200 persone, gli acquisti spesso durano meno di 30 secondi”

Sulla questione è intervenuta anche la consigliera provinciale di Fratelli d'Italia Alessia Ambrosi, che ha parlato di “controsenso normativo”: l'obbligo di Green pass all'interno delle tabaccherie entrerà in vigore dal primo febbraio ma, come spiega il presidente della sezione di Trento della Federazione italiana tabaccai Gabriele Sannicolò, i lavoratori del settore sarebbero pronti allo sciopero

Di Filippo Schwachtje - 25 gennaio 2022 - 18:22

TRENTO. Nel Dpcm del 21 gennaio l'obbligo di Green pass per i clienti è stato introdotto anche nelle tabaccherie a partire dal primo febbraio: a Trento però, come in tutto il Paese, i lavoratori del settore non ci stanno e chiedono in sostanza al governo di rivedere la norma. Come specificato a livello nazionale dal presidente della Federazione italiana tabaccai Giovanni Risso, non si tratta di una questione di principio ma piuttosto di “buonsenso”, visto l'afflusso di persone che ogni giorno entra nelle tabaccherie di tutto il Paese. In Trentino sulla questione è intervenuta anche la consigliera provinciale di Fratelli d'Italia Alessia Ambrosi, che ha parlato di "controsenso normativo", ribadendo la necessità che la Pat s'impegni in conferenza Stato-Regioni per rimuovere l'obbligo.

 

“In una tabaccheria media – spiega Gabriele Sannicolò, presidente della sezione di Trento della Fit – entrano dalle 250 alle 270 persone al giorno. Per la maggior parte delle vendite, i nostri clienti rimangono all'interno del negozio per meno di 30 secondi, entrando spesso già con la cifra esatta in mano conoscendo il prezzo di ciò che vogliono acquistare”.

 

Una quantità di persone e di transazioni notevoli, che verrebbe però significativamente rallentata dalla necessità di controllare le certificazioni. “Di norma – continua Sannicolò – nelle tabaccherie, in particolare in Trentino, si lavora da soli, qualche volta in due. I locali sono tendenzialmente piccoli e gli ingressi sono già contingentati. Le alternative quindi sono di acquistare un totem automatico, che però ha un prezzo non indifferente, o assumere un dipendente per controllare i Green pass, una soluzione impossibile per la stragrande maggioranza dei lavoratori”.

 

La durata media di una transazione in un'edicola o in una tabaccheria, ribadisce in un comunicato Ambrosi: “E' compresa tra i 18 e i 25 secondi, è dunque paradossale che per controllare il Green pass si possa utilizzare addirittura più tempo di quando richiede l'acquisto di un giornale, con l'effetto controproducente di generare code e affollamenti. Perciò, la preoccupazione di edicolanti e tabaccai per l'obbligo di verificare il possesso del Green pass alla clientela è più che mai giustificata”.

 

Secondo la consigliera provinciale di Fratelli d'Italia, la ratio del provvedimento nazionale che esclude tabaccai ed edicole (al chiuso) dalla lista delle attività nelle quali non è richiesto il Green pass “sarebbe legata al fatto che in alcuni di questi esercizi si trovano slot machine o punti scommesse”. Va evidenziato però, continua Ambrosi: “Per chi gioca o scommette, anche in tabaccheria, è già previsto l'obbligo di esibire il Green pass”. In Trentino tra l'altro, conclude la consigliera: “La normativa provinciale ha disposto la rimozione delle macchine da gioco a meno di 300 metri da luoghi sensibili. Su circa 600 tabaccai trentini quindi, solo una piccolissima parte dispone di slot machine”.

 

“Durante il primo lockdown – aggiunge Sannicolò – eravamo stati qualificati come attività essenziali, potevamo rimanere aperti come le farmacie ed i supermercati. Abbiamo fornito servizi postali, di pagamento dei bollettini, diventando una sorta di presidio del territorio. La Protezione civile poi ci ha preso a punto di riferimento per la distribuzione di mascherine. Adesso bisogna capire cosa deciderà il governo perché anche a livello nazionale sul tavolo c'è la possibilità di uno sciopero”.

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