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Green pass per entrare dal parrucchiere, l'estetista o il tatuatore, la protesta del Cna: ''Così si penalizza la categoria''

Singolare protesta del Cna del Trentino che chiede un qualche tipo di intervento alla politica provinciale ritenendo che l'obbligo di green pass per accedere ai servizi alla persona rappresenterebbe una penalizzazione in qualche modo ingiusta mentre ormai è noto che rappresenta la base di garanzia minima richiesta praticamente per ogni attività

Pubblicato il - 13 gennaio 2022 - 16:25

TRENTO. Green pass per accedere ai servizi alla persona e, puntuale, ecco la protesta di categoria con il Cna del Trentino che accusa che in questo modo si penalizzerebbe il comparto. Considerato il fatto che ormai il green pass base dovrebbe davvero essere, appunto, la base di ogni normale attività, a garanzia di chi la svolge e di chi al servizio accede, non si capisce dove dovrebbe essere la ''penalizzazione''. Il presidente degli acconciatori di Cna Trentino spiega: ''Ulteriori obblighi e rischi che vengono scaricati sulle spalle di chi lavora. Ormai sembra che andare da un acconciatore o estetista sia paragonato ad una operazione chirurgica ad alto rischio''. Invece è paragonato semplicemente a tantissime altre attività e meno che quelle che si svolgono, per esempio, in un bar o in un ristorante dove serve il green pass rafforzato.

 

Cna Trentino lamenta che ''questo ultimo DL impone ai saloni l’onere della verifica del green pass, quindi l’obbligo di diventare controllori dei clienti e, come al solito, soggetti a rischio controlli con possibilità di pesanti sanzioni e possibile chiusura del salone''. Ma anche questo è normalissimo. Fino a poco tempo fa avevano l'onere di misurare la temperatura e di far igienizzare le mani al cliente in ingresso quindi un rapido controllo del green pass non sarà certo un aggravio insostenibile per chi lavora nel mondo dei servizi alla persona (acconciatura, estetica, tatuaggio, onicotecnica) che, anzi, dal 20 gennaio sapranno di lavorare con persone in regola con il vaccino o con, almeno, il tampone negativo.

 

“Ancora una volta questa categoria è tra le più penalizzate – afferma invece Salvatore Sessa, presidente degli acconciatori di CNA del Trentino -. Una categoria che, nel 2020 e nel 2021, con numerosi giorni di chiusura, a fronte di investimenti nei sistemi di protezione per titolari, collaboratori e clienti, non ha ottenuto i ristori promessi. Una categoria che, spesso, ha pagato con la cessazione dell’attività o riduzione di attività e personale”. Cna del Trentino dà pieno supporto alle aziende dei servizi alla persona che, da sempre, investono sulla sicurezza della propria clientela, mediante protocolli applicati nella gestione del salone, delle attrezzature e dei prodotti.

 

“Riteniamo che queste restrizioni verso i servizi alla persona – prosegue Sessa – siano più frutto di poca conoscenza, da parte del legislatore, di come si lavora ed opera in questo settore. Non ci risulta che, in questi due anni, si siano verificati problemi sanitari significativi all’interno delle nostre attività, pur essendo molte e diffuse capillarmente sul territorio”.

 

“I saloni di acconciatura ed estetica - afferma la categoria - sono un luogo sicuro sia per chi ci lavora sia per il cliente e questo perché da anni la categoria investe sulla formazione e sul miglioramento delle procedure e dei prodotti ritenendo fondamentale la salvaguardia del benessere e della salute. La cura della persona, è un modo di “volersi bene” e di stare bene, la cura di se è un elemento di positività e anche antidepressivo. Riteniamo quindi questo provvedimento una ulteriore penalizzazione nei confronti di una categoria già duramente colpita dalla crisi legata alla pandemia e siamo preoccupati per i risvolti occupazionali e la tenuta di alcune aziende. CNA invita la politica provinciale a porre attenzione a questa categoria che vede oltre 1000 aziende presenti sul territorio che contribuiscono al benessere della popolazione e anche all’accoglienza turistica”.

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