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| 10 lug 2022 | 18:36

Meno infermieri nelle Rsa, Cisl Fp contro la Provincia. Pallanch: ''Frutto di una visione sbagliata della sanità. Grave e pericoloso questo modo di decidere''

Nel mirino del sindacato di via Degasperi anche il percorso che ha autorizzato le Rsa a passare da 1 infermiere ogni 10 pazienti a 1 ogni 15. "La circolare - dice Pallanch - si appoggia a deliberazioni precedenti che però non menzionano questo piano e che riportano situazioni diverse. È priva dei presupposti deliberativi. È grave e pericoloso questo modo di decidere, senza un confronto. Si decide sulla pelle dei cittadini e dei professionisti sui quali ricade un'organizzazione approssimativa della Provincia"

Meno infermieri nelle Rsa, Cisl Fp contro la Provincia
di Redazione

TRENTO. "Così non va, non va proprio e noi non ci stiamo  assolutamente a questa situazione". Così Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, sulla riformulazione dei parametri nelle Rsa e Apsp trentine. "Abbiamo più volte evidenziato il tentativo di portare avanti questo impianto sotto traccia. Un proposito mai annunciato ma applicato nei fatti". 

 

La decisione dell'assessorato è stata quella di autorizzare una riduzione del numero degli infermieri nelle Rsa da 1 ogni 10 pazienti a 1 ogni 15.  "Ma quale garanzia di sicurezza di assistenza  si ottiene per i nostri anziani con la reperibilità notturna? Questi parametri - prosegue la Cisl Fp - mettono a rischio la qualità e gli standard di un servizio strategico e fondamentale, soprattutto per l'invecchiamento della popolazione e per l'emergere di nuovi bisogni. Questi parametri sono frutto di un disimpegno della politica e di una visione sbagliata della sanità. Si gioca con disinvoltura con la salute, senza nessuna interlocuzione con i portatori di interessi della sanità e dell’assistenza".

 

Nel mirino del sindacato di via Degasperi anche il percorso che ha portato a questa decisione. "La circolare - dice Pallanch - si appoggia a deliberazioni precedenti che però non menzionano questo piano e che riportano situazioni diverse. È priva dei presupposti deliberativi. È grave e pericoloso questo modo di decidere, senza un confronto. Si decide sulla pelle dei cittadini e dei professionisti sui quali ricade un'organizzazione approssimativa della Provincia".

 

Pur nella consapevolezza della carenza di infermieri, ma anche di medici specialisti in altri servizi del Sistema sanitario provinciale, "le decisioni non possono perdere di vista il criterio di garantire un’assistenza sicura e di qualità alle persone fragili con bisogni assistenziali e sanitari sempre più complessi. È necessario un cambio di agenda: rafforzare i salari, valorizzare le competenze e premiare le competenze".

 

Già da anni la Cisl evidenzia questo pericolo che si è concretizzato nelle decisioni di piazza Dante. "È da 4 anni che chiediamo gli Stati generali della sanità per affrontare i problemi in modo serio, responsabile, costruttivo e strutturale. Abbiamo sempre evidenziato questa dinamica di una spending review strisciante mai annunciata e mai smentita dalla Pat. Ci sono anche i piani del Pnrr ma dove vanno le risorse? Serve metodo e trasparenza, requisiti che anche in questo caso mancano", conclude Pallanch.

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