"Pochi infermieri e allo sbaraglio: senza auto, divise e con carichi insostenibili". La Uil contro l'Apss: 'La beffa? Saltano le pause e multe per chi pranza in riunione"
Il duro attacco del sindacato che denuncia il 'caos gestionale' del servizio territoriale di cure primarie: "Situazione gravissima, infermieri lasciati allo sbaraglio: mancano almeno sei operatori e chi è in servizio regge un carico insostenibile. La risposta dell'Azienda? Nessun riconoscimento o supporto, ma sanzioni per aver consumato il pasto durante le riunioni"

TRENTO. “Caos gestionale, pochi infermieri lasciati allo sbaraglio, tre auto di servizio ferme da mesi e personale costretto ad usare la propria auto per garantire visite domiciliari, oltre che a lavorare con un unica divisa. Le pause saltano e dall'Azienda arriva la beffa: personale multato per aver mangiato durante le riunioni. Situazione gravissima e frutto di scelte organizzative irresponsabili”.
Questa la dura denuncia del segretario generale della Uil Fpl Sanita del Trentino Giuseppe Varagone che rompe gli indugi e denuncia senza mezzi termini il “caos gestionale che starebbe travolgendo” il servizio territoriale di cure primarie del distretto Alto Garda e Ledro: un quadro che il sindacato definisce “gravissimo”, con le conseguenze che ricadono interamente “sulle spalle degli operatori”.
A spiegare nel dettaglio la situazione denunciata è il sindacato, che entra nel merito delle varie criticità.
“Tre auto di servizio sono ferme da oltre tre mesi. Nel frattempo – spiega la nota diffusa – il personale infermieristico già ridotto all’osso deve improvvisare come può per garantire le visite domiciliari, spesso utilizzando il proprio veicolo privato”. Per la Uil Fpl questa non è una semplice criticità, ma l’ennesima dimostrazione di una “gestione approssimativa che scarica sui lavoratori i costi e i disagi dell’inefficienza aziendale”.
Ad essere segnalato, poi, un'ulteriore fatto. “Come se non bastasse – prosegue Varagone – l’Azienda avrebbe ritirato in anticipo le vecchie divise, senza avere le nuove pronte. Il risultato? Personale costretto a lavorare con un’unica divisa, da lavare ogni giorno a casa propria per il rischio che il giorno successivo rimangano senza, dovendo usare i propri indumenti”. Un episodio che, per il sindacato, “mostra una totale mancanza di rispetto verso chi opera sul territorio, un segnale grave che fa capire che la priorità non è certo garantire condizioni di lavoro dignitose”.
Lo sguardo della Uil Fpl viene poi lanciato sui numeri del personale con la situazione che viene definita disastrosa: “Mancano almeno sei infermieri e chi è in servizio regge un carico insostenibile. Le pause saltano e gli operatori arrivano al punto di mangiare durante i briefing pur di non lasciare scoperti i pazienti”.
E poi l'attacco del sindacato all'Azienda Sanitaria. “La risposta dell’Azienda? Non un riconoscimento, non un supporto, ma sanzioni economiche per aver consumato il pasto durante le riunioni. Una beffa, prima li si costringe a sacrificare il proprio tempo, poi li si punisce per farlo: è un paradosso che sfiora l’assurdo”.
A detta del sindacato i provvedimenti adottati dall’Azienda sono “offensivi e profondamente demotivanti”, con la gestione che “non solo disincentiva i professionisti, ma mette a rischio la qualità dell’assistenza ai cittadini”.
Infine le richieste, nette. “Servono interventi immediati – conclude la nota – investimenti urgenti e una presa di responsabilità da parte di chi dirige il servizio. Questi professionisti non possono essere lasciati a sostituire con spirito di sacrificio ciò che l’organizzazione non è più in grado di garantire”.


















