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Trento
19 settembre | 06:00

Un grande centro autonomista per contare di più? Marchiori ci lavora: "Vannacci? Nulla a che vedere con gli estremisti". Giuliana (Fn): "Patt e Spinelli, che differenze con il centro sinistra?"

Le Stelle Alpine stanno bene dove sono ma Marchiori lavora per costruire un grande "blocco" politico territoriale di stampo autonomista e moderato, con un duplice e chiaro obiettivo: in primis arginare il centralismo dei partiti nazionali, in secondo luogo allargare la base, aumentare i voti, pescando anche in altri "bacini", garantire un ricambio generazionale e avere un "peso" maggiore all'interno della coalizione rispetto a quello attuale. Campobase? Possibile un dialogo, ma il Patt detta le condizioni

Un grande centro autonomista per contare di più?

TRENTO. Lega e Fratelli d'Italia ci sono, Forza Italia (che sta cercando rilancio dopo anni assolutamente bui) anche e le varie civiche del "gruppo" pure (La Civica dell'assessore Mattia Gottardi, che in tanti stanno "spingendo" alla guida della coalizione nel 2028 e la "fu" Lista Fugatti guidata dal vice presidente Achille Spinelli, che inevitabilmente dovrà cambiare denominazione) e il Patt, che nel centro destra è l'ultimo arrivato, che cosa farà? Sarà ancora parte integrante dell'attuale maggioranza o le Stelle Alpine si stanno "guardando attorno"?.

 

Attenzione, è bene precisarlo: mai nessuno all'interno del Patt ha mai messo in discussione l'appartenenza alla coalizione, nemmeno in proiezione futura, ma le proposte lanciate dal segretario politico Simone Marchiori, che della giunta provinciale fa parte in qualità di "tecnico", hanno indotto molti a pensare che il partito autonomista stia valutando tutte le "opportunità". 

 

Le Stelle Alpine stanno bene dove sono e recentemente hanno accolto nel gruppo regionale anche la consigliera Eleonora Angeli, fuoriuscita proprio dalla Lista Fugatti, portando a quattro il numero di rappresentanti in aula (gli altri eletti i sono Tonina, Kaswalder e Bosin), oltre a Marchiori.

 

Proprio quest'ultimo, da sette anni a guida del partito, la scorsa primavera ha lanciato l'idea - proposta di costruire un grande "blocco" politico territoriale di stampo autonomista e moderato, con un duplice e chiaro obiettivo: in primis arginare il centralismo dei partiti nazionali, in secondo luogo allargare la base, aumentare i voti, pescando anche in altri "bacini", con ricambio generazionale e un "peso" maggiore all'interno della coalizione rispetto a quello attuale (Qui articolo).

 

Stare al centro, tra i due schieramenti conclamati, è sempre stato un punto di forza del Partito Autonomista Trentino Tirolese, ma da molti viene interpretato come un segno di ambiguità. Della serie: "sto lì" e poi vedo dove posizionarmi.

 

"Ma il Patt è sempre stato al centro - esordisce Marchiori -, non è certamente una novità recente: lo dicono decenni di storia del partito. E poi c'è un altro aspetto fondamentale perché, a differenza di altri (con chiaro riferimento a quanto affermato pochi giorni fa dal segretario di Casa Autonomia Michele Dallapiccola) che sottolineano, prima di tutto, l'appartenenza ad uno schieramento, noi siamo - prima di ogni altra cosa - Autonomisti. Con la "A" maiuscola. Nella coalizione della quale facciamo parte ci sono partiti di destra, certo che sì, ma con i quali abbiamo condiviso un programma e un percorso. I rapporti sono equilibrati, perché si tratta di forze politiche che agiscono in maniera moderata in Trentino: noi siamo un partito territoriale e le dinamiche sono chiare e solide. Altrove, penso a livello nazionale o in altre regioni e province d'Italia, la situazione è sicuramente diversa, talvolta molto più complicata, ma non qui. Anche perché, se così non fosse, non faremmo parte di questo centro destra che si contraddistingue per lo spirito autonomista".

 

Sulla scena politica nazionale e ovviamente anche in Trentino si sta affacciando in maniera prepotente Futuro Nazionale: i recenti sondaggi danno il partito fondato dal Generale Vannacci attorno all'8% e in continua crescita. Un risultato che, se sarà confermato dalle urne alle Politiche, sarebbe incredibile e avrebbe un "peso" enorme.

 

Difficile pensare che la forza sovranista possa "sfondare" anche in provincia di Trento, dove gli estremismi non sono mai piaciuti e non hanno avuto mai gran conforto dalle urne, mentre a livello nazionale Vannacci potrebbe anche diventare l'ago della bilancia.

 

In "soldoni", il Patt potrebbe mai stare nella stessa coalizione di Futuro Nazionale? Marchiori è stato molto chiaro, non tanti giorni fa: se il centro destra dovesse spostarsi "troppo" a destra, allora le Stelle Alpine potrebbero andare in solitaria alle prossime Provinciali con un proprio candidato presidente. E, in questo caso, per raggiungere il risultato minimo, servirebbe sì un "grande centro".

 

"Ho già espresso il mio pensiero a riguardo - prosegue - e, nel concetto che ho espresso precedentemente, c'è chiaramente la risposta a questa domanda: il Patt è una forza moderata che non ha nulla a che vedere con gli estremismi, soprattutto quelli spinti".

 

Alcuni sindaci del territorio, raccogliendo l'invito del proprio segretario, si stanno muovendo: l'obiettivo è quello di costruire una forza politica civica che confluisca nel "grande centro" ipotizzato da Marchiori. Asserito che Casa Autonomia si è già chiamata fuori da qualsiasi ipotesi di alleanza, se non all'interno della coalizione di centro sinistra, dall'altra forza autonomista provinciale (ma quante sono?) Campobase è arrivata un'apertura.

O meglio, a tendere la mano al Patt è stato il consigliere provinciale - uno dei quattro - Roberto Stanchina, che con le Stelle Alpine è passato dalla circoscrizione al comune di Trento, arrivando a ricoprire il ruolo di vice sindaco, prima di lasciare - lui assieme a tanti altri - quando il partito annunciò l'alleanza con il centro destra in vista delle Provinciali 2023.

 

Stanchina, in poche parole, ha affermato che il Patt non può stare dalla parte di chi festeggia il successo in Germania di AfD, il partito d'estrema destra tedesco. Si è trattato di un suo tentativo di riconciliazione personale (Campobase, la cui comunicazione sta praticamente "a zero", non parla, nemmeno quando viene tirato in ballo da altri) oppure ci sarebbe veramente la volontà di ricomporre la frattura?

 

E, soprattutto, nell'ottica del grande centro autonomista, le Stelle Alpine sarebbero disposte a sedersi attorno ad un tavolo anche con chi sta dall'altra parte dell'aula?

 

"In primis non ho riscontrato festeggiamenti per la vittoria di AfD - conclude Marchiori - da parte del centro destra trentino e, dunque, l'affermazione mi sembra assolutamente forzata. Poi se mi chiedete se, da parte mia, c'è la disponibilità a sedermi attorno ad un tavolo per discutere, beh quella non è mai mancata, però deve essere chiaro che non è obbligatorio confrontarsi e andare d'accordo. Si può parlare, discutere e poi ammettere che non vi è unione d'intenti e, a quel punto, ognuno è libero di andare per la propria strada".

 

Che, tradotto in parole povere significa: parliamo, ma ricordatevi che quelli in maggioranza siamo noi. Ribadito, poi, che i vertici di Campobase non si sono espressi né sulla "mano tesa" da Spinelli, né sulle parole di Stanchina.

 

Il Patt, dunque, non potrebbe mai stare nello stesso schieramento di Vannacci. Ma non è un problema per Futuro Nazionale, perché nemmeno il partito del Generale ha alcuna intenzione di schierarsi dalla stessa parte dell'assessore Spinelli e delle Stelle Alpine.

 

Porte chiuse? Assolutamente sì. Parola di Emilio Giuliana, membro del Direttivo nazionale di Futuro Nazionale e referente per il Trentino.

 

"I dirigenti del Patt hanno mai sentito parlare di Sacro Romano Impero e che gli Asburgo fino a Francesco II° (poi declassato a Francesco I°: in quanto terrorizzato da Napoleone rinunciò alla corona di imperatore del Sacro Romano Impero re dei Romani per un modesto e dissacrato impero d’Austria) - esordisce Giuliana - sono stati i depositari dei valori e principi che oggi incarna il Generale Vannacci?"

Dopo l'escursus storico, il rappresentante di FN in Trentino entra nel merito della questione.

 

"Nel “pantheon” autonomista - prosegue - c’è Silvius Magnago, ufficiale della Wehrmacht; che studiò giurisprudenza a Bologna, dove si laureò nel giugno del 1940 con una tesi dal titolo "I reati contro la razza ed il patrimonio biologico ereditario nella legislazione nazional-socialista". Ok, cambiano i “gusti” che “piegano” le idee, principi e valori, preferendo sfilare insieme agli antiFa (terroristi in Usa, devastatori in ogni dove), associazioni Lgbt, sostenitori di immigrazione selvaggia, consumatori di droghe. Non capisco perché siano terrorizzati dalla cultura della vita, però attratti dalla cultura della morte! Davvero l’assessore Spinelli si trova vicino al segretario del Patt? Perché sarebbe interessante spiegare ai vostri elettori cosa vi differenzia dal centrosinistra. Molto più prosaicamente, per essi vale il vecchio ma sempre valido adagio, Francia o Spagna purché se magna (occhio perché alle prossime elezioni rischiate seriamente di morire di fame)!".

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