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Trento
10 febbraio | 12:38

"Numeri impietosi, non c'è da essere ottimisti: l'emergenza è costante. Asuit riduce la sicurezza a marketing: Ai e braccialetti non bastano"

Sono parole durissime quelle utilizzate da Sandro Pilotti e Giuseppe Pallanch, rispettivamente Segretario Sanità e Segretario Generale della Cisl Fp Trentino nei confronti di Asuit colpevole, secondo il sindacato, di "ridurre la sicurezza a marketing mentre l'emergenza resta intatta". E lo stato di agitazione resta

TRENTO. I numeri sono preoccupanti perché "225 aggressioni in un anno non rappresentano alcun calo, ma la fotografia impietosa di un'emergenza costante" e l'introduzione dell'Intelligenza Artificiale e dei braccialetti non basta per garantire la sicurezza all'interno dei Pronto Soccorso e degli ospedali.

 

Sono parole durissime quelle utilizzate da Sandro Pilotti e Giuseppe Pallanch, rispettivamente Segretario Sanità e Segretario Generale della Cisl Fp Trentino nei confronti di Asuit colpevole, secondo il sindacato, di "ridurre la sicurezza a marketing mentre l'emergenza resta intatta".

 

Positivamente, invece, sono state accolte le parole del Questore di Trento che ha annunciato l'intenzione di creare un presidio di polizia attivo h24 all'ospedale Santa Chiara di Trento. Un passaggio che non è stato ripreso dall'Asuit: "Come è possibile che l'Azienda ignori o passi sotto silenzio un potenziamento dei presidi fisici così rilevante per la sicurezza dei suoi dipendenti?".

 

"Di fronte ai trionfalismi aziendali sull'introduzione dell'Intelligenza Artificiale e dei braccialetti, la Cisl Fp Trentino - si legge nella nota ufficiale diffusa dal sindacato - alza la voce per ristabilire la verità sui numeri e sulla sicurezza. Noi lavoriamo per la vera tutela del personale, quella costruita faticosamente ai tavoli negoziali e non ci accontentiamo di una sicurezza "concessa" dall'alto come fosse uno spot pubblicitario. Sgomberiamo il campo dalla narrazione ottimistica: 225 aggressioni in un anno non rappresentano alcun calo, ma la fotografia impietosa di un'emergenza costante. Definire "in diminuzione" un fenomeno che colpisce con questa frequenza e intensità, rischia di oscurare la realtà che vivono i lavoratori. Si tratta di un dato statistico importante e drammatico, che conferma come la violenza nei reparti sensibili sia ormai strutturale.

Il Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs 81/2008) parla chiaro: il datore di lavoro ha l'obbligo di eliminare il rischio alla radice. Le telecamere e i braccialetti, per quanto avanzati, restano strumenti "postumi" che non fermano la violenza. Per questo, al di là della tecnologia, ci aspettiamo strumenti concreti e procedure sicure per affrontare efficacemente le criticità operative quotidiane. Non bastano la formazione o il monitoraggio: servono protocolli che garantiscano l'incolumità fisica prima che l'aggressione avvenga. 

Guardiamo invece con speranza e attenzione alle parole del Questore di Trento, Nicola Zupo, che ha annunciato l'obiettivo di un presidio di Polizia 24 ore 24 all'ospedale Santa Chiara grazie all'arrivo di nuovi agenti. E' questa la direzione della "concretezza" che rivendichiamo da tempo. Tuttavia, non possiamo non notare con sconcerto come l'Asuit, nei suoi annunci su IA e tecnologia, non abba minimamente citato questa fondamentale iniziativa della Questura. Com'è possibile che l'Azienda ignori o passi sotto silenzio un potenziamento dei presidi fisici così rilevante per la sicurezza dei suoi dipendenti? E' intollerabile che la sicurezza venga ridotta a marketing mentre l'emergenza resta intatta. Le motivazioni che ha ci hanno portato in piazza lo scorso 23 gennaio, davanti alla sede Asuit, escono rafforzate a maggior ragione. La Cisl Fp e il mondo sindacale, unico argine a difesa dei lavoratori, pretendono il rispetto degli impegni presi: servono presidi di sicurezza fisica attivi h24 direttamente all'interno dei reparti sensibili.

Se l'Azienda pensa di chiudere la questione minimizzando la portata del fenomeno, sappia che lo stato di agitazione continua: la salute dei professionisti non è una gentile concessione, è un diritto non negoziabile. E' necessaria la partecipazione attiva dei lavoratori nelle scelte decisionali: la sicurezza non può essere un'azione unilaterale imposta dall'alto, ma deve nascere dal confronto con chi vive quotidianamente i servizi".

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