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Trento
23 marzo | 13:35

Aggressioni in sanità, la Cisl Fp: "Siamo a un punto di non ritorno. Serve la polizia h24 e una copertura assicurativa"

Il segretario della Cisl Fp, Giuseppe Pallanch, e il responsabile sanità, Sandro Pilotti: "Il cambio di passo richiede polizia h24, strumenti per la prevenzione efficaci e tutele assicurative, oltre al coinvolgimento dei lavoratori"

Aggressioni in sanità, la Cisl Fp: Siamo a un punto di non ritorno
di Redazione

TRENTO. "Il cambio di passo richiede polizia H24, strumenti per la prevenzione efficaci e tutele assicurative, oltre al coinvolgimento dei lavoratori", dicono Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, e Sandro Pilotti, responsabilità sanità Cisl Fp, sulla sicurezza negli ospedali e nei poli sanitari del Trentino. "Siamo a un punto di non ritorno e si devono restituire dignità e sicurezza a chi cura i cittadini".

 

Le aggressioni, fisiche e verbali, negli ospedali del territori sono un'enorme criticità. "La Giunta provinciale e l'Apss hanno annunciato una revisione dei contratti di vigilanza verso un modello attivo, la ribadiamo che la reale efficacia di queste misure dipende dalla capacità di coprire l'intero sistema sanitario, dal polo del Santa Chiara fino alle realtà più periferiche del territorio provinciale. Non possiamo accettare una sicurezza a due velocità".

 

Il cambio di passo, spiega la Funzione pubblica della Cisl, deve tradursi innanzitutto nell'attivazione di un presidio di polizia operativo 24 ore su 24 al Santa Chiara e in un potenziamento dei controlli in tutti i distretti.

 

"La tecnologia, come l'intelligenza artificiale predittiva, deve restare un supporto e non un sostituto della presenza fisica: il personale ha bisogno di una difesa reale e immediata, non solo di un allarme digitale".

Accanto al presidio fisico, il sindacato pone come condizione imprescindibile l'introduzione di una copertura assicurativa garantita dall'Azienda sanitaria a tutti gli operatori.

 

"Questa polizza deve risarcire integralmente i danni fisici e morali subiti durante il servizio, garantendo il ristoro economico anche nei casi in cui gli aggressori risultino incapienti. E' inaccettabile che il lavoratore debba farsi carico delle conseguenze economiche di una violenza subita mentre garantisce un servizio pubblico. La sicurezza, inoltre, non può essere calata dall'alto con decisioni unilaterali. Chiediamo che i professionisti della salute siano coinvolti direttamente nelle scelte strategiche, dalla riorganizzazione dei layout dei reparti alla definizione dei nuovi protocolli di intervento. Chi opera quotidianamente in prima linea su tutto il territorio provinciale conosce meglio di chiunque altro le criticità da risolvere", concludono Pallanch e Pilotti.

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