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| 25 lug 2022 | 16:56

Taglio degli infermieri nelle Apsp, i sindacati: ''La misura dell'assessorato condivisa da Upipa e Spes: atteggiamento grave e superficiale''

Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl): "Ci lascia perplessi la facilità con cui vengono accolte queste scelte, che rischiano di diventare strutturali per la difficoltà a reperire le professionalità necessarie nelle case di riposo. E' grave e pericoloso questo modo di decidere, senza un confronto"

di Redazione

TRENTO. "Non ci convince quanto dichiarato dalla presidente di Upipa sulla non condivisione della scelta dell’assessorato di ridurre gli infermieri nelle case di riposo:". A dirlo Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl) nel leggere le dichiarazioni della presidente di Upipa, Michela Chiogna, sul vertice della scorsa settimana. "E' contraddittorio e sembra non tener conto dei presenti alla riunione di venerdì scorso che hanno ascoltato le chiare parole dell’assessora Segnana".

 

Il nodo è la decisione dell'assessorato di tagliare il numero degli infermieri nelle Rsa: si passa da 1 ogni 10 pazienti a 1 ogni 15 pazienti. "La contraddizione è evidente - dichiarano Diaspro, Pallanch e Tomasi - prima si dice che i parametri non sono stati modificati, poi che questa scelta non è stata concordata con Upipa. Ma alla riunione la stessa Assessora Segnana ha parlato chiaramente di interlocuzioni con Upipa e Spes prima di adottare questa decisione".

 

Una decisione che mette a rischio qualità e servizi nelle Rsa e nelle Apsp trentine. "Il settore - aggiungono le funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil – si trova in una situazione di fortissima carenza di infermieri e professionisti sempre più sotto pressione. Ci lascia perplessi la facilità con cui vengono accolte queste scelte, che rischiano di diventare strutturali per la difficoltà a reperire le professionalità necessarie nelle case di riposo. Una circolare che modifica parametri fissati da deliberazioni precedenti che tuttavia non prevedono questa misura, neppure come estrema ratio, quindi priva dei presupposti deliberativi. E' grave e pericoloso questo modo di decidere, senza un confronto. Queste scelte sono una risposta superficiale a problemi complessi: sono gravi errori che pagano gli ospiti con il rischio evidente che, dopo gli infermieri, potrebbe toccare agli Oss", concludono Diaspro, Pallanch e Tomasi.

 

I sindacati confermano quindi la mobilitazione, organizzata da Cgil, Cisl e Uil con i settori pensionati e funzione pubblica, prevista per mercoledì 27 luglio per manifestare la grave situazione della sistema socio sanitario assistenziale trentino.

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