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| 11 lug 2022 | 09:47

Riduzione degli infermieri nella Rsa, Demagri: "L'assessorato legittima un abbassamento della qualità dei servizi, proteggendo sé stesso a scapito degli utenti"

L'assessorato ha autorizzato le Rsa a passare da 1 infermiere ogni 10 pazienti a 1 ogni 15, una decisione non concordata preventivamente con l'Ordine delle professioni infermieristiche. Demagri: "Che le Rsa operino come se fossero in stato di emergenza non è sostenibile. Tipico modus operandi della Giunta Fugatti non ascoltare le parti coivolte"

Riduzione degli infermieri nella Rsa, Demagri: L'assessorato legittima un abbassamento della qualità dei servizi
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. "La riduzione degli infermieri in rapporto al numero di ospiti nelle Rsa è pericoloso: l'assessorato legittima un abbassamento della qualità dei servizi, proteggendo sé stesso ma non l'utente". E' questa l'accusa mossa dalla consigliera del Patt, Paola Demagri in merito alla decisione della Giunta che con un documento del 4 luglio 2022, firmato da Giancarlo Ruscitti, ha autorizzato le case di riposo a passare da 1 infermiere ogni 10 pazienti a 1 ogni 15.

 

Nel concreto, aveva spiegato il presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche di Trento Daniel Pedrotti, questo "si traduce in un rapporto medio per turno di 1 infermiere ogni 90 ospiti, ma già con 1 ogni 60 eravamo sottodimensionati" (Qui l'articolo).

 

Una decisione politica non concordata con l'Ordine in questione: "Questo è il tipico modus operandi della Giunta Fugatti - commenta Demagri - non ascoltare le parti coinvolte nonostante le continue proposte".

 

Così si autorizza un abbassamento della qualità delle cure, a partire dalla dilatazione dei tempi assistenziali dei pazienti, "anche con un ritardo nelle terapie via orale o sulle pratiche di medicazione per esempio, scardinando i ritmi delle case di riposo". Altra conseguenza, cosa tra l'altro già ben nota all'interno della sanità trentina, "un aggravio del carico di stress sul personale".

 

I nuovi parametri stabiliti dalla Giunta, che vanno applicati tenendo conto delle "presenze effettive", recita il documento, "sono di natura transitoria e da intendersi, dunque, valide esclusivamente in questo specifico contesto straordinario ed emergenziale".

 

Fortunatamente, risponde Demagri, "grazie alla nostra autonomia il numero del personale nelle case di riposo è sempre sopra parametro, ora però autorizzando un numero inferiore rispetto agli standard, c'è il rischio che ci sia un forte calo della qualità. Che le Rsa operino come se fossero in stato di emergenza non è sostenibile".

 

A detta della consigliera, con questo documento l'assessorato "si sta autoproteggendo, mettendo le mani avanti, a scapito però degli utenti. Si è preso atto che manca personale: tra le cause i sospesi per vaccinazione, le ferie estive e molti che transitano dalla Apsp all'Azienda sanitari, che ancora rimane più attrattiva".

 

Non è nemmeno da escludere, come già successo in alcune strutture, conclude Demagri, "che si decida in un secondo momento di chiudere alcuni posti letto, riducendo così il numero di posti disponibili".

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