Personale nelle Rsa, prima il taglio degli infermieri ora nessuna estensione del bonus Covid-19. Zanella: "Manovra di assestamento? Ennesima mazzata"
In una circolare dell'assessorato si autorizza la riduzione dei criteri per il calcolo della pianta organica nelle Rsa, passando da un infermiere ogni 10 residenti a uno ogni 15. La manovra di assestamento estende il bonus sia al personale dell'Apss che a quello tecnico del 118, ma non a quello delle Rsa. Zanella: "Come se queste strutture non si fossero gestiti focolai"

TRENTO. Prima tagli sul numero di infermieri, ora nessuna estensione del bonus Covid-19 agli operatori sanitari e assistenziali delle Rsa. "Dopo il danno arriva la beffa", commenta il consigliere di Futura Paolo Zanella.
E' datata 4 luglio 2022 la circolare dell'assessorato alla Salute, a firma di Giancarlo Ruscitti che autorizza la riduzione dei criteri per il calcolo della pianta organica nelle Rsa, passando da un infermiere ogni 10 residenti a uno ogni 15. Una decisione che "nel concreto - spiegava il presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche Pedrotti - si traduce in un rapporto medio per turno di un infermiere ogni 90 ospiti, a cui fra l’altro può concorrere anche il coordinatore".
Non solo, "si torna indietro nel tempo a quando l'infermiere non era presente di notte in Rsa, - aggiunge Zanella - ma solo reperibile (per le Rsa con meno di 70 residenti). Di fatto i residenti in carico a ciascun infermiere per turno diurno aumentano così tanto da rendere esponenzialmente più rischiose le cure per gli ospiti e per i professionisti. Alla faccia della sicurezza e della qualità delle cure".
Proprio in questi giorni è stata discussa la manovra di assestamento del bilancio provinciale: "Ecco che arriva l'ennesima mazzata per il personale delle Rsa - sostiene il consigliere di Futura - nessuna estensione del bonus Covid (indennità accessoria dovuta al prolungarsi della pandemia) agli operatori sanitari e assistenziali delle strutture".
La manovra di assestamento estende infatti il bonus, oltre che al personale dell'Apss come stabilito dalla manovra di bilancio di dicembre, "anche al personale tecnico del 118, ma si scorda delle Rsa. Come se queste non si fossero gestiti focolai e non fosse continuato il lavoro di riorganizzazione a fini preventivi e di contenimento delle infezioni".
Lo stesso sindacato Fenalt lamenta il mancato stanziamento di un’indennità per i dipendenti delle Apsp, che "pure hanno vissuto l’emergenza pandemica subendo la carenza di organico - ricorda - per cui nell’ultimo biennio hanno rinunciato a molti giorni di riposo. Andrebbe quindi previsto nell’assestamento un’indennità per questo personale riferita al biennio Covid".
Il consigliere di Futura accusa, "se si vogliono smantellare le Rsa mandando in burnout il personale, demotivandolo e favorendone il licenziamento la strada è quella giusta. In questo momento di carenza di personale in un contesto tanto difficile e delicato - conclude - visto l'utenza di cui si occupa, forse si dovrebbe riconoscere l'operato di chi lavora in Rsa cercando soluzioni condivise, anche con riconoscimenti economici maggiori di chi oggi è in Apss. A meno che il progetto non sia anche qui quello di spingere verso la completa privatizzazione".








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