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''Ogni anno in Trentino circa mille cittadini vengono colpiti da ictus'', Apss in campo con una rete multidisciplinare premiata con il livello 'Gold'

Ferro: “Attraverso questo nucleo di competenze specialistiche abbiamo creato un polo di riferimento provinciale per la gestione di casi complessi che coinvolge professionisti con competenze diverse e con una forte spinta verso la formazione e la ricerca. Un progetto innovativo che non è solo organizzativo ma porta benefici concreti per la qualità di vita futura dei nostri pazienti”

Pubblicato il - 30 June 2022 - 21:48

TRENTO. Una rete multidisciplinare capace di interventi rapidi in aiuto ai pazienti colpiti da ictus. L’ospedale Santa Chiara di Trento è stato classificato come "Centro Oro" nell’ambito del programma ESO-Angels Awards, l’iniziativa che ha lo scopo di aumentare il numero di pazienti trattati con le nuove terapie e ottimizzare la qualità dei trattamenti nei centri Stroke europei.

 

Un riconoscimento che guarda all'impegno dell’azienda sanitaria trentina nei confronti dei pazienti con ictus e testimonia l’alta qualità dei percorsi clinici valorizzando, ha spiegato il direttore dell’ospedale Mario Grattarola “il lavoro di squadra oltre a premiare la multi professionalità in un’ottica di presa in carico globale del percorso clinico e di cura del paziente con ictus”.

 

Nel corso della consegna del riconoscimento è intervenuto il direttore generale dell’Apss Antonio Ferro. “Attraverso questo nucleo di competenze specialistiche – ha spiegato - abbiamo creato un polo di riferimento provinciale per la gestione di casi complessi che coinvolge professionisti con competenze diverse e con una forte spinta verso la formazione e la ricerca. Un progetto innovativo che non è solo organizzativo ma porta benefici concreti per la qualità di vita futura dei nostri pazienti”.

 

Il direttore dell’Unità operativa di neurologia Bruno Giometto, a nome anche degli altri direttori di unità operativa coinvolte, ha evidenziato che in Trentino ci siano una patologia “tempo dipendente” dove la precocità delle cure è fondamentale per l’esito della malattia. L’Azienda provinciale per i servizi sanitari ha formalizzato, due anni fa, la “Rete dell’ictus” in cui tutti i sanitari coinvolti vengono attivati secondo protocolli ben definiti e raccolti in uno specifico Pdta. Dal primo soccorso di Trentino emergenza, alla valutazione del paziente da parte dei medici di pronto soccorso, alla presa in carico da parte del neurologo e degli infermieri della neurologia con ricovero in stroke unit. Con gli esami radiologici, i trattamenti di trombolisi e trombectomia, il supporto dei rianimatori o dei neurochirurghi nei casi di particolare gravità si completa il percorso che vede coinvolti molti sanitari che devono lavorare appunto in rete e in perfetta armonia.

 

Ad intervenire anche la referente della Stroke unit, Valeria Bignamini, che ha presentato l’attività svolta nella cura dei pazienti con ictus negli ultimi anni confrontando i risultati con quelli ottenuti nelle altre regioni italiane mettendo in evidenza il percorso di miglioramento che ha consentito di raggiungere importanti risultati.

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