"Il Centro ipertensione di Rovereto è accreditato", dalla diagnostica strumentale ai gruppi di lavoro nazionali, l'ospedale riceve "il primo riconoscimento nell'Apss"
Il Centro ipertensione dell’ospedale di Rovereto ha ottenuto il riconoscimento, primo nell’Apss, della Società italiana di ipertensione arteriosa come centro accreditato di secondo livello

ROVERETO. Il Centro ipertensione dell’ospedale di Rovereto ha ottenuto il riconoscimento, primo nell’Apss, della Società italiana di ipertensione arteriosa come centro accreditato di secondo livello per diagnosi e cura, in particolare delle forme più complesse, di questa patologia.
L’accreditamento, in generale, ha una durata di 4 anni e avviene al termine di uno specifico percorso e solo in presenza di determinati requisiti. Il centro di Rovereto, istituito nel 1993, lo ha potuto ottenere non soltanto grazie all’esperienza acquisita negli anni, l’introduzione di una diagnostica strumentale finalizzata a una presa in carico completa, alla partecipazione a gruppi di lavoro nazionali e alla produzione scientifica, ma soprattutto grazie a un team medico-infermieristico motivato e a una rete di professionisti ospedalieri e territoriali consolidata.
"È importante ricordare come l’ipertensione arteriosa rappresenti il primo fattore di rischio per mortalità e sottolineare come, vista la prevalenza di questa condizione nella popolazione generale, il medico di medicina generale abbia un ruolo fondamentale nell’approccio clinico e nella gestione del paziente iperteso", ha dichiarato Susanna Cozzio, direttrice dell’Unità operativa di medicina interna.
"In alcune condizioni particolari un centro di secondo livello può però avere una funzione importante nel rispondere alle richieste di supporto da parte dei medici delle cure primarie nella gestione delle forme complesse o secondarie di ipertensione arteriosa, nell’ipertensione resistente e refrattaria alla comune terapia medica, nella cura delle donne in gravidanza o della popolazione pediatrica".
I professionisti hanno di recente introdotto un protocollo per rispondere alle richieste dei medici di medicina generale di arruolare i pazienti con ipertensione refrattaria che possono beneficiare di un intervento di denervazione delle arterie renali, ultima frontiera nel trattamento di questa forma di ipertensione. Per i pazienti pediatrici e in particolare per le donne in gravidanza, inoltre, sono disponibili percorsi mirati di gestione al fine di favorire la tempistica dei controlli e l’esecuzione di esami diagnostici.














