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| 23 lug 2022 | 13:07

Panarotta, domato nuovamente l'incendio con Canadair ed elicotteri ma il problema resta nel sottosuolo

Gli incendi di Nago e della Panarotta nelle scorse ore sono ripartiti perché, come spiegava il dirigente Giovannini, le braci “sopravvivono” nel sottosuolo alimentandosi con le radici degli alberi carbonizzati, dopodiché basta un po’ di vento affinché un focolaio recuperi vigore

Panarotta, domato nuovamente l'incendio con Canadair ed elicotteri ma il problema resta nel sottosuolo
di Redazione

PERGINE. Ancora una volta è stato necessario l'intervento del Canadair e degli elicotteri ma la situazione pare di nuovo essere sotto controllo. La Provincia di Trento comunica che ''le fiamme dell'incendio sulla Panarotta risultano domate, mentre continuano le operazioni di bonifica e di bagnatura con Canadair ed elicottero. L’attività costante, svolta durante tutta la notte con il contributo di numerosi vigili del fuoco volontari, ha inoltre permesso di mettere in sicurezza malga Montagna Granda, precedentemente evacuata per precauzione, che è stata riaperta''.

 

Insomma i focolai sono ancora presenti e, soprattutto, come spiegato negli scorsi giorni, con queste condizioni climatiche e la siccità degli ultimi mesi il problema si sposta sotto terra. “Questa ondata di calore rende i boschi vulnerabili – spiegava qualche giorno fa a il Dolomiti il dirigente del Servizio foreste Giovannini – inoltre il terreno è così arido che gli incendi non si estinguono e continuano a bruciare sottoterra anche a distanza di alcuni giorni”. In altre parole le braci “sopravvivono” nel sottosuolo alimentandosi con le radici degli alberi carbonizzati, dopodiché basta un po’ di vento affinché un focolaio recuperi vigore.

 

Questa situazione ha reso complicate le operazioni di spegnimento per gli incendi alle pendici del monte Baldo e sulla Panarotta, appunto. I vigili del fuoco infatti devono tutt’ora monitorare i pendii scoscesi ed entrambi gli incendi ieri hanno ripreso vigore. “Il problema è che non piove – sottolineava Giovannini – solo con delle piogge abbondanti l’acqua può penetrare nel sottosuolo e spegnere le braci”.

 

Intanto sarebbe sotto controllo la situazione sulla Panarotta dove risulta al momento essere andato a buon fine l’intenso lavoro condotto anche nelle ore notturne dal personale della protezione civile trentina per contenere l’incendio che aveva ripreso vigore per le alte temperature e il forte vento in quota. All’operazione in Panarotta hanno partecipato i volontari appartenenti al Distretto di Pergine, assieme al Corpo forestale del Trentino e ai tre equipaggi di Nucleo elicotteri del Corpo permanente dei vigili del fuoco di Trento, Eli Macht e LagorAir, oltre all’ausilio del Canadair.

 

Nel pomeriggio si farà il punto della situazione per valutare eventuali interventi anche per il proseguimento delle operazioni.

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