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Belluno
03 dicembre | 12:39

Professore di Cortina molesta sui social una donna e quando lei lo blocca si fa 700 chilometri per incontrarla: al bar, però, trova la polizia

Dopo i primi messaggi su Facebook l'uomo si era fatto più insistente e lei lo aveva bloccato. Lui ha continuato a contattarla tra mail e telefonate e il 29 novembre è andato all'Aquila per incontrarla. All'appuntamento al bar, però, lei ha mandato la polizia che lo ha arrestato

Professore di Cortina molesta sui social una donna e quando lei lo blocca si fa 700 chilometri per incontrarla
di Redazione

CORTINA. L'aveva conosciuta su Facebook e quando lei, stufa delle sue avance, lo aveva bloccato sul social, ha deciso di farsi 700 chilometri in macchina per andare a incontrarla di persona. Lei, impaurita, ha avvisato le forze dell'ordine che lo hanno atteso nel bar dove si erano dati appuntamento e lo hanno arrestato con l'accusa di stalking.

 

I soggetti coinvolti in questa vicenda sono un professore di Cortina di 55 anni e una donna dell'Aquila. I due si sono conosciuti sui social ad agosto. Si sono scambiati alcuni messaggi ma gradualmente l'uomo si è fatto insistente e a riferirle che non voleva più essere soltanto un amico da social.

 

Le avance si sarebbero fatte sempre più esplicite e così la donna ha bloccato l'uomo che però ha continuato a molestarla con mail e telefonate anonime. Qualche sera fa poi le ha comunicato che sarebbe sceso all'Aquila per incontrarla. Arrivato di prima mattina l'uomo ha chiesto alla donna di raggiungerlo in un bar.

 

Lei, molto impaurita e agitata, ha contattato la questura per chiedere aiuto spiegando che un soggetto che la perseguitava da tempo era arrivato nella sua città e voleva vederla. Al bar, allora, si sono presentati gli agenti che lo hanno arrestato per atti persecutori. Il Gip del Tribunale dell'Aquila ha disposto, quindi, la custodia cautelare in carcere e il questore dell'Aquila ha emesso il foglio di via obbligatorio dal capoluogo abruzzese con divieto di ritorno.

 

Una vicenda che racconta di come non si debba mai stare in silenzio e che in caso di aiuto la macchina della giustizia è in grado di dare anche risposte rapide ed efficaci. 

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