Razzo cinese, frammenti diretti sulla Terra. La Protezione civile: ''Escluso che possano colpire l'Italia''
Sulla base dei dati forniti dall' Agenzia Spaziale Italiana al tavolo tecnico che ha seguito il rientro incontrollato in atmosfera del secondo stadio del razzo cinese PRC-CZ5B, viene escluso l'impatto di qualche sua componente sul territorio italiano, previsto tra la sera del 30 luglio e quella del 31 luglio. Le attività operative sono state dichiarate concluse

ROMA. Viene esclusa la caduta di uno o più frammenti, diretti sulla Terra, della componente del lanciatore spaziale cinese sul nostro territorio. E' questa la comunicazione del Dipartimento della Protezione Civile aggiornata nel pomeriggio del 30 luglio, sulla base dei dati forniti dall' Agenzia Spaziale Italiana (Asi) al tavolo tecnico che ha seguito la caduta incontrollata in atmosfera del secondo stadio del razzo cinese PRC-CZ5B, detto "Lunga Marcia".
Secondo i dati forniti dall’Asi pochi giorni fa, tra la sera del 30 luglio e la sera del 31 luglio erano state previste in Italia 3 differenti orbite che avrebbero potuto interessare, per alcuni secondi, 5 porzioni di territorio delle regioni centro-meridionali e insulari. In questo arco di tempo non era stata esclusa la possibilità che qualche frammento del lanciatore spaziale potesse cadere in quest'area (Qui l'articolo).
Lo stadio centrale del grande razzo peserebbe ben circa 25 tonnellate e si teme che grossi frammenti sopravvivano al processo di ablazione durante il rientro in atmosfera.
Ai lavori del tavolo tecnico, attivo dalla mattina del 28 luglio, hanno partecipato oltre all’Asi, un membro dell’ufficio del Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, rappresentati del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Centro Space Situational Awareness dell’Aeronautica, della Difesa - Covi e degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione di Protezione civile della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
Le attività operative sono state quindi dichiarate concluse dal Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio, che ha chiuso il Comitato Operativo che era attivo in stretta reperibilità. Sono stati ringraziati tutte le componenti del Sistema Nazionale di Protezione Civile, i partecipanti al tavolo tecnico e le regioni direttamente interessate per l’impegno e l’attenzione prestata in questi giorni.
Attraverso la Sala Situazione Italia, in stretta collaborazione con l’Asi, Dipartimento della Protezione Civile monitorerà e continuerà a seguire il rientro incontrollato del razzo sulla Terra fino alla conclusione dell’evento.












