Referendum sulla democrazia diretta in Alto Adige è un flop: vota solo il 22% dei cittadini. Ma per il Team K è "un chiaro segnale contro l'Svp e un sì alla democrazia"
Si è votato per confermare alcune modifiche apportate dal Consiglio provinciale a giugno 2021 per cambiare la legge sulla democrazia diretta. Tra queste presente anche la proposta di abolizione del referendum confermativo sulle leggi provinciali. Sono 94.680 i cittadini che si sono presentati alle urne. Team K: "La legge Svp-Lega avrebbe depotenziato gli strumenti di democrazia diretta"

BOLZANO. Gli altoatesini dicono "no" al referendum sulla democrazia diretta: è stato questo l'esito della votazione che si è svolta domenica 29 maggio 2022.
Una grande vittoria per il "no" che arriva a quota 76,0% , mentre il "sì" si ferma al 24,0% . Sono 94.680 cittadini e cittadine che si sono presentati alle urne, con un'affluenza pari al 22,2%.
L'oggetto in questione, se la legge provinciale approvata in data 11 giugno 2021 (pubblicata sul bollettino ufficiale l’8 luglio 2021), presentata da Josef Noggler, sarebbe dovuta entrare in vigore: questa sarebbe andata a modificare alcune disposizioni della legge provinciale numero 22/2018 sulla democrazia diretta.
Tra i principali cambiamenti, e il punto più discusso, la proposta di abolizione del referendum confermativo sulle leggi provinciali.
Una convinta campagna per il sì è stata sostenuta dalla maggioranza, Svp e la Lega, mentre l'opposizione si è battuta per il no.
A seguito della votazione rimangono perciò in vigore le due leggi precedenti in materia di democrazia diretta in Alto Adige, non essendo previsto alcun quorum per il referendum confermativo. Perciò indipendentemente dal numero di partecipanti al voto, l'esito del referendum è valido.
"I cittadini che hanno scelto di esprimersi sulla qualità della democrazia in Alto Adige, con un chiaro segnale alla Svp - dichiara il Team K a seguito dei risultati del referendum - un netto no all'entrata in vigore della legge Svp-Lega, che avrebbe depotenziato gli strumenti di democrazia diretta già in vigore. Consideriamo il risultato del referendum come un forte segnale della società civile, un brusco risveglio per l’Svp e le sue dimostrazioni di forza".
Con la sua legge, prosegue il partito di opposizione, "l’Svp ha provato a depotenziare i risultati raggiunti finora in questo ambito, ma senza successo. È ora importante rispettare questo risultato e astenersi da ulteriori tentativi di minare la legge sulla democrazia diretta. Siamo sempre aperti ai miglioramenti della legge originale, ma non ai passi indietro che rendono più difficile la partecipazione dei cittadini".


















