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| 30 nov 2022 | 09:33

Rifiuti del Brennero nei terreni della Val di Non, coinvolte oltre 100 mila metri quadrati di aree verdi (VIDEO). Devastato un biotopo con scavi fino alle falde acquifere

Gran parte dei rifiuti speciali riversati nella valle provenivano dalla galleria del Brennero. Sequestrata anche un'area di circa 7 mila metri quadrati di proprietà del demanio

Rifiuti del Brennero nei terreni della Val di Non, coinvolte oltre 100 mila metri quadrati di aree verdi

TRENTO. Tonnellate e tonnellate di rifiuti smaltiti in modo illecito in aree di pregio naturalistico. (QUI L'ARTICOLO)

 

Uno sfregio alla Val di Non, territorio importante del Trentino contraddistinto, fra l'altro, di produzioni agricole di eccellenza. Il business dei rifiuti non si è fermato davanti a nulla e lo dimostra l'indagine portata avanti in questi mesi dal Noe, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Trento, in collaborazione con il Nucleo Ispettivo dell’Agenzia Provinciale per la protezione dell’ambiente della Provincia Autonoma di Trento. 

L'aria interessata dallo sversamento dei rifiuti speciali è davvero ampia. Stiamo parlando di almeno 100 mila metri quadri della Val di Non a cui si aggiungono altri 7 mila metri quadri di un area demaniale. Biotopi di interesse comunitario devastati che gli indagati hanno prima abusivamente scavato, colmando successivamente i vuoti ottenuti con i rifiuti provenienti dagli impianti di macinazione degli inerti.

 

“Questa è la seconda parte di un'attività di indagine che stiamo portando avanti iniziata a febbraio quando era stato posto sotto sequestro un impianto ma non erano state date indicazioni dove fossero stati smaltiti i rifiuti” spiega a il Dolomiti, il comandante del Noe di Trento, luogotenente Renato Ianniello.

 

 

Le zone dove questi rifiuti sono stati smaltiti sono state individuate in questi mesi con un'attenta indagine del Noe che ha ricostruito le aree interessate.  Non poche perplessità desta il fatto che l’attività delittuosa si sia concretizzata in un’area di pregio ambientale che si sviluppa tra il fiume Noce e la SS 43, di proprietà del Servizio Bacini Montani della Provincia Autonoma di Trento, senza che apparentemente nessuno si sia accorto di nulla.

 

Nell'area di proprietà del Servizio Bacini Montani della Provincia Autonoma di Trento, data in concessione ad una ditta, è stato scavato talmente a fondo da raggiungere il livello della falda acquifera per poi riempire l'enorme 'cratere' presumibilmente con limi di lavaggio dell'impianto di frantumazione che si trova a poca distanza. 

 

L'indagini proseguirà ora con ulteriori accertamenti e analisi per capire quali siano stati i datti all'ambiente e alla falda. Gran parte dei rifiuti speciali riversati nella valle, sono le prime informazioni, provenivano dalla galleria del Brennero

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