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| 11 ott 2022 | 18:59

Rischio di infiltrazioni mafiose nell'economia, massima attenzione in Trentino. Forze dell'ordine in campo, Ederle: ''Fondamentale fare fronte comune''

Importante incontro nelle scorse ore sulla prevenzione e il contrasto dei fenomeni di infiltrazione mafiosa promosso dal Comando provinciale dei Carabinieri 

Rischio di infiltrazioni mafiose nell'economia, massima attenzione in Trentino
di Redazione

TRENTO. L'attenzione deve continuare essere alta e il rischio di infiltrazioni mafiose nel nostro territorio esiste. “Ci sono margini di vulnerabilità” e diversi settori economici appetibili, è quanto ha spiegato il Procuratore di Trento, Sandro Raimondi nel corso dell'importante incontro che si è tenuto nelle scorse ore all’aula magna del Collegio Arcivescovile, sulla prevenzione e il contrasto dei fenomeni di infiltrazione mafiosa.

 

All’iniziativa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Trento, principalmente rivolta a circa 90 Ispettori Comandanti delle aree periferiche, hanno aderito anche rappresentanze di personale della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza (circa 30 Ispettori), in una condivisa volontà di comune aggiornamento in materia e di concreto impegno a difesa della genuinità di questo territorio.

 

I lavori sono stati aperti dal Commissario del Governo, Gianfranco Bernabei, che ha indirizzato il suo saluto alla particolare platea e dato il benvenuto agli autorevoli conferenzieri che si sono poi avvicendati negli approfondimenti, ricordando le cifre economiche mosse dalla criminalità organizzata rispetto al Pil nazionale e confermando che le migliori e più articolate indagini delle Forze di Polizia nascono proprio da piccoli spunti quotidiani dei singoli operatori.

 

Il Procuratore della Repubblica di Trento, Sandro Raimondi, ha fatto cenno a precedenti giudiziari rilevanti e fornito preziosi orientamenti per l’attività di monitoraggio e prevenzione, sottolineando che in questo settore, aldilà di norme e procedure, contano ancora moltissimo le doti del “buon poliziotto”, ovvero curiosità e fantasia abbinati ovviamente all’intuito, in una unica parola “s'apercevoir”. L'intervento poi fatto dall’Ufficiale del Ros, responsabile della Sezione Anticrimine di Trento, che si è soffermato in particolare sul modus operandi con cui la criminalità organizzata si infiltra oggi nei settori economici maggiormente redditizi del nord Italia, non omettendo di evidenziare anche errori e debolezze della polizia giudiziaria che talvolta limitano l’efficacia del contrasto a tali fenomenologie.


Nella seconda parte dell’incontro, il direttore della filiale di Trento della Banca d’Italia, Maurizio Silvi, e il comandante del Gruppo Tutela Economia della Guardia di Finanza di Trento, il tenente colonnello Alessandro Mezzacappa, hanno illustrato il peculiare ruolo dei rispettivi enti di appartenenza nel contrasto al riciclaggio e ai tentativi di infiltrazione mafiosa nell’economia, offrendo utili spunti su come individuare, tra le quotidiane dinamiche dei settori imprenditoriali della periferia, alcuni sintomi delle cosiddette operazioni sospette, e focalizzando così i punti di forza delle possibili forme di collaborazione interistituzionale.

 

Il Comandante Provinciale dei Carabinieri, colonnello Matteo Ederle, ha tenuto a spiegare che “l’iniziativa ha un duplice fine: fare fronte comune, anche sotto il profilo dell’aggiornamento professionale, su una minaccia sulla quale si può vincere solo facendo squadra tra tutte le Istituzioni; valorizzare le lessons learned dell’indagine 'Perfido', che ha dimostrato a tutti la reale possibilità oggi di contaminazione mafiosa anche delle splendide e genuine valli del Trentino, e quindi l’esigenza per gli stessi presidi di polizia più periferici (quali le Stazioni Carabinieri) di una maggiore sensibilità e capacità nell’intercettare segnali di forme criminali che fino ad oggi si pensavano improbabili e remote per questo territorio. Finalità che si pongono ancor più attuali ed urgenti nella prospettiva delle peculiari e patologiche dinamiche che la straordinarietà del Pnrr potrebbe generare anche in questa provincia”.

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