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| 19 dic 2022 | 19:48

'Ndrangheta in Trentino, due nuove condanne. Fugatti: ''Il nostro territorio non è al riparo dai tentativi di attacco''. I sindacati: ''Mantenere alta l’attenzione''

Cgil e Cisl: "Anche sui luoghi di lavoro serve  a mantenere alta l’attenzione contro il rischio, più che concreto, che interessi mafiosi si approprino di spazi della nostra economia e comunità”

'Ndrangheta in Trentino, due nuove condanne
di Redazione

TRENTO. “L’autonomia trentina nella sua articolazione istituzionale e amministrativa deve essere la prima sentinella contro il malaffare e i tentativi di asservimento del nostro territorio. Che anche per la sua ricchezza e vitalità non è al riparo dai tentativi di attacco”. Sono queste le parole del governatore Maurizio Fugatti che arrivano a seguito della  sentenza di oggi per uno dei filoni del processo “Perfido”, nato dall’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Trentino. 

Una sentenza che ha visto la condanna per diciotto anni di reclusione complessivi (dieci per uno degli imprenditori e otto per uno degli operai coinvolti) e otto risarcimenti alle parti civili fra cui le istituzioni locali come la Provincia autonoma di Trento (300.000 euro, oltre a 8.000 euro di spese legali) e Comune di Lona Lases (150.000 euro). 

 

Due condanne per associazione mafiosa pesanti per una terra come il Trentino che mai prima dell'inchiesta Perfino aveva conosciuto in modo acclarato la presenza della mafia sul territorio. 

 

“Non possiamo che rinnovare la nostra fiducia – prosegue Fugatti -  nella magistratura e nelle forze dell’ordine, punto di riferimento per la tutela della sicurezza di tutti e per fare in modo che in Trentino l’economia e l’amministrazione degli interessi collettivi siano sempre libere da qualsiasi sopruso e infiltrazione del crimine organizzato. Anche la comunità tutta, così come le istituzioni dell’autonomia, sono chiamate a fare la propria parte, per vigilare costantemente e impedire che fatti analoghi e gravissimi, come quelli all’attenzione delle aule giudiziarie in questa vicenda, possano ripetersi”. L'attenzione da parte di tutti, ha spiegato il governatore, “deve sempre essere massima”.

 

Ad intervenire sulla sentenza anche i sindacati che si erano costituiti parte civile. Per quanto riguarda i risarcimento è stato riconosciuto a Cgil del Trentino e a Cisl, difese dagli avvocati Giovanni Guarini e Alessio Giovanazzi, un importo di 50mila euro. La sentenza è stata accolta dalle sigle sindacali confederali insieme alle categorie Fillea e Filca con soddisfazione consci della gravità degli episodi accaduti in Val di Cembra, delle pesanti vessazioni, dei maltrattamenti, ricatti e violenze di cui sono stati oggetto i lavoratori. “Oggi come un anno fa confermiamo l’opportunità di esserci costituiti parte civile. Una scelta che dimostra la nostra netta presa di posizione contro i fenomeni criminali e l’impegno, anche sui luoghi di lavoro, a mantenere alta l’attenzione contro il rischio, più che concreto, che interessi mafiosi si approprino di spazi della nostra economia e comunità” hanno affermato. 

 

Per quanto riguarda il risarcimento del danno i sindacati confermano che verrà finalizzata al “sostegno di iniziative per la diffusione della cultura della legalità e il contrasto all’illegalità”.

 

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