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| 01 mar 2023 | 18:49

'Ndrangheta in Trentino, confermata la prima condanna per mafia in Trentino: 8 anni e 10 mesi a Saverio Arfuso

Il sindacato: "E’ una decisione molto importante perché conferma per la prima volta che le organizzazioni mafiose, nello specifico ‘ndranghetiste, hanno attecchito in una parte del nostro tessuto economico"

'Ndrangheta in Trentino, confermata la prima condanna per mafia in Trentino: 8 anni e 10 mesi a Saverio Arfuso

TRENTO. “La criminalità in Trentino non è un'invenzione”. Queste le parole che sono arrivate in queste ore da Fillea Cgil dopo la conferma in appello, arrivata dal Tribunale di Trento, della condanna di Saverio Arfuso nell’ambito dell’inchiesta Perfido, riconoscendolo colpevole di partecipazione all’associazione mafiosa.

 

Una sentenza che convalida in toto l’impianto accusatorio e che mette nero su bianco l’esistenza della mafia anche in Trentino.

 

Arfuso, che secondo l'accusa aveva un ruolo molto importante negli interessi della 'ndrangheta nei comuni di Albiano e Lona-Lases, era stato condannato in primo grado lo scorso anno per il reato di associazione mafiosa previsto dall'articolo 416 bis del codice penale. In primo grado aveva ricevuto 10 anni e 10 mesi di reclusione per associazione mafiosa oltre al reato di riduzione in schiavitù. Quest'oggi, con la conferma, la pena è scesa a 8 anni, 10 giorni e 20 mesi di reclusione. Un calo che sarebbe stato fatto per un errore in precedenza riguardante le aggravanti.

 

IL SINDACATO

“E’ una decisione molto importante perché conferma per la prima volta che le organizzazioni mafiose, nello specifico ‘ndranghetiste, hanno attecchito in una parte del nostro tessuto economico. Purtroppo parlare di mafia in Trentino non è un’invenzione; bisogna prendere coscienza di questo come comunità civile per prestare la massima attenzione ad ogni segnale che vada in questa direzione”, commentano Marco Benati e Giampaolo Mastrogiuseppe di Fillea Cgil, che si è costituita parte civile nei diversi processi dell’inchiesta Perfido. La decisione della Corte d’appello conferma anche la sussistenza del danno arrecato alla collettività e ai lavoratori e dunque alle prerogative del sindacato in quanto soggetto rappresentante degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori.

 

La notizia arriva a pochi giorni dalla relazione della Commissione Antimafia sul Trentino e, di fatto, si pone in coerenza anche con quell’analisi (QUI L'ARTICOLO). “Ribadiamo l’importanza di rafforzare le azioni di controllo e prevenzione per porre un argine resistente ad ogni ulteriore tentativo di diffusione di interessi criminali che danneggiano la nostra economia e mettono a rischio i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”, concludono i sindacalisti che ricordano che il risarcimento riconosciuto dal Tribunale verrà destinato a sostenere progetti a sostegno dei lavoratori sfruttati e alla diffusione della cultura antimafia.

 

L'OPERAZIONE 
L'operazione Perfido condotta dai Carabinieri del Ros e che ha visto l'impegno anche della Guardia di Finanza con il sequestro di un patrimonio imponente, ha portato a galla la costituzione di una "locale" della 'ndrangheta, basata a Lona Lases e infiltrata nelle attività di estrazione del porfido. Da qui avrebbe poi allacciato i rapporti con il mondo politico e istituzionale trentino. 

 

L'indagine  è durata oltre due anni e tutto era partito da alcuni reati di tipo ambientale. Un po' alla volta si è fatto luce su una organizzazione autonoma e operativa in tutto il territorio radicata ormai da anni e legata dal punto di vista organizzativo alla potente cosca Serraino presente a Reggio Calabria e con collegamenti anche fuori dall'Italia. L'indagine è stata condotta in sinergia con la procura di Reggio Calabria. 

 

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