'Ndrangheta in Trentino, nel processo 'Perfido' chieste condanne per 88 anni per gli otto imputati ammessi al rito abbreviato
Fra le figure apicali del processo quella di Giuseppe Battaglia, ex assessore a Lona Lases, per il quale è stata chiesta la pena più alta e cioè 14 anni

TRENTO. In tutto 88 anni di carcere. Questa la richiesta complessiva da parte della Procura di Trento nell'ambito del processo Perfido sulla presenza della 'Ndrangheta in Trentino.
Le richieste, avanzate nell'ultima udienza, riguardano 8 imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Nella lunga requisitoria dei pubblici ministeri è stato descritto passo dopo passo l'intera vicenda e la capacità di infiltrazione della criminalità sul territorio.
Viene anche richiesto l'esistenza di un'associazione mafiosa capace di atti intimidatori e di altri resti per affermare il proprio ruolo sul territorio.
Fra le figure apicali del processo quella di Giuseppe Battaglia, ex assessore a Lona Lases, per il quale è stata chiesta la pena più alta e cioè 14 anni.
L'OPERAZIONE PERFIDO
L'operazione Perfido condotta dai Carabinieri del Ros e che ha visto l'impegno anche della Guardia di Finanza con il sequestro di un patrimonio imponente, ha portato a galla la costituzione di una "locale" della 'ndrangheta, basata a Lona-Lases e infiltrata nelle attività di estrazione del porfido. Da qui avrebbe poi allacciato i rapporti con il mondo politico e istituzionale trentino (QUI L'ARTICOLO).
L'indagine è durata oltre due anni e tutto era partito da alcuni reati di tipo ambientale. Un po' alla volta si è fatto luce su una organizzazione autonoma e operativa in tutto il territorio radicata ormai da anni e legata dal punto di vista organizzativo alla potente cosca Serraino presente a Reggio Calabria e con collegamenti anche fuori dall'Italia. L'indagine è stata condotta in sinergia con la procura di Reggio Calabria.













