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| 19 ott 2022 | 11:40

Sara Pedri, parla la sorella Emanuela (IL VIDEO): 'Le ricerche continueranno finché la riporteremo a casa"

Emanuela Pedri attraverso un video pubblicato sui social ricorda la sorella e l'impegno messo nelle ultime ricerche portate avanti nel lago di Santa Giustina che purtroppo hanno ancora una volta dato esito negativo 

Sara Pedri, parla la sorella Emanuela: 'Le ricerche continueranno finché la riporteremo a casa

TRENTO. Le ricerche andranno avanti fino a quando Sara non ritornerà a casa. Emanuela Pedri, sorella di Sara, la giovane ginecologa scomparsa nel marzo del 2021, ha voluto in queste ore, attraverso i social, ringraziare le tante persone che sono state impegnate nel lago di Santa Giustina per cercare il corpo della giovane dottoressa. 

 

Un impegno che è andato avanti senza sosta anche con l'utilizzo di unità cinofile speciali provenienti dalla Germania e con l'utilizzo della tecnologia (QUI L'ARTICOLO).  “Dopo 3 giorni di intensa e massiccia operatività nella ricerca di Sara, le ricerche si sono concluse. 

Avevamo parlato di speranza ma anche di un miracolo. Sapevamo – scrive Emanuela Pedri -  che non sarebbe stato facile per due motivi fondamentali: l'ambiente avverso e il tempo passato. Nonostante la grande delusione di non averla trovata e portata a casa, siamo sempre stati realisti e consapevoli che poteva andare così”. 

 

 

Un ringraziamento particolare è andato al comandante maggiore Guido Quatrale. “Lo ringraziamo con tutto il cuore – scrive Emanuela Pedri -  per l'impegno e la grande professionalità, ci siamo ripromessi che continuerà ad esserci una costante perlustrazione ed un'attenzione speciale al lago per cercare Sara perché, a detta sua, 'Sara è diventata come una loro figlia'”.
 
Le ricerche quindi non termineranno ma l'impegno di proseguire il controllo del lago come fatto fin dal momento della scomparsa. Emanuela Pedri ringrazia i cani dalla Germania, addestrati per la ricerca cadaveri in acqua, l'unità cinofila dei carabinieri di Bologna, specializzata nella ricerca di cadaveri in ambiente terrestre, il nucleo sub di Genova e i vigili del fuoco di zona tra Cles, Cagnò, Tassullo, Taio e Banco e tutti i volontari coinvolti nella ricerca.

“Io e la mia famiglia ringraziamo sempre l'Associazione Penelope che è parte integrante di questa ricerca continua (sia quella fisica, che della verità), senza la quale nulla di tutto questo sarebbe potuto succedere. Un grandissimo grazie – conclude Emanuela Pedri -  a chi non ci ha mai abbandonato e ha reso l'attesa più dolce con pensieri e parole di sostegno e vicinanza”.

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