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| 15 lug 2022 | 06:01

Siccità, il Trentino ha sete: nei rifugi si raziona l'acqua e nelle malghe è crisi. Protezione civile e vigili del fuoco in azione con le autobotti in diversi comuni

Sta peggiorando anche in Trentino la situazione causata dalla siccità. I rifugisti: ''La preoccupazione è tanta''. Il vicepresidente Mario Tonina: "Saranno settimane davvero difficili se non arriva la pioggia''. A Vallelaghi in azione la protezione civile e i vigili del fuoco per l'approvvigionamento idrico a due frazioni

Siccità, il Trentino ha sete: nei rifugi si raziona l'acqua e nelle malghe è crisi

TRENTO. Qualcuno ha già deciso di razionare l’acqua diminuendo i minuti messi a disposizione per gli escursionisti e gli alpinisti per farsi la doccia, c'è chi ha le sorgenti già al minimo e chi, invece, sta cercando la soluzione per far arrivare rifornimenti idrici.

 

“E' come se fossimo avanti di un mese. C'è pochissima acqua e le preoccupazioni sono tante. Stiamo cercando di capire con la Provincia come fare per approvvigionare i rifugi con l'elicottero” spiega a il Dolomiti la presidente dei rifugisti trentini Roberta Silva.

 

“Al rifugio Roda de Vaèl abbiamo ridotto i minuti per le docce da 4 a 3 minuti dando la disponibilità ad usarle solamente a chi decide di stare in rifugio più di due giorni” ci racconta.

 

Ma a soffrire per una siccità che non sembra mai terminare sono sempre più i piccoli comuni e anche le malghe molte delle quali si trovano senza un allacciamento diretto con l'acquedotto. Da Valdaone a Vallelaghi gli appelli ai cittadini non mancano e nemmeno gli interventi di vigili del fuoco e della protezione civile per riuscire a rifornire d'acqua alcune frazioni che si trovano a secco.

 

“Diversi rifugi – ci spiega Roberta Silva – non hanno l'allacciamento all'acquedotto e vista la situazione di crisi idrica hanno già espresso molta preoccupazione. C'è chi ha le vasche per raccogliere l'acqua piovana ma servono ben a poco se non piove, e c'è anche chi ha le centraline idroelettriche che si trovano in difficoltà”.

 

“Lo avevo già detto tempo fa – ci dice il vicepresidente della Provincia Mario Tonina – che questa sarà un'estate molto molto difficile dal punto di vista delle risorse idriche. Non sta piovendo da tempo e la neve in montagna si è già tutta sciolta. Se non cambia il tempo e arriva la pioggia la situazione peggiorerà sempre di più”.

 

A Valdaone la situazione idrica si è aggravata e si è quindi deciso di fare un appello ai cittadini. “A causa della persistente siccità, come già detto si invitano i cittadini a limitare il consumo dell'acqua, in particolare per orti e giardini. Nell’abitato di Praso si è proceduto alla chiusura di alcune fontane. Anche le nostre malghe sono in grave sofferenza. L'acqua è un bene prezioso e di utilità comune, che diamo spesso per scontato, occorre invece evitare di sprecarla” è il messaggio che si sono visti i cittadini recapitare sul proprio cellulare.

 

“ Stiamo monitorando la situazione dell'acquedotto – ci dice anche la sindaca Ketty Pellizzari – e abbiamo deciso di chiudere alcune fontane e ridurne altre. Purtroppo a trovarsi in difficoltà sono anche le malghe”. Tra queste c'è malga Nudole che al momento è senza acqua.

 

“Abbiamo dovuto chiudere anche i bagni nell'area di sosta per camper che si trova in zona” ci spiega ancora la sindaca di Valdaone che ci mostra una foto, quella della diga Bissinia dove il livello dell'acqua è ormai ridotto al minimo.

 

Ma ad aver sete sono anche alcune frazioni di Vallelaghi. Il sindaco Lorenzo Miori nelle scorse ore ha chiesto l'intervento della Protezione civile e dei vigili del fuoco che si sono immediatamente attivati per rifornire di acqua le abitazioni.

 

Tonina nelle scorse settimane ha inviato una circolare a tutti i comuni del territorio invitandoli a fare molta attenzione nell'utilizzo dell'acqua consigliando alle amministrazioni vari interventi per evitare il peggio. “Saranno settimane davvero difficili” ha ribadito il vicepresidente.

 

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