''Sono distrutta dal dispiacere'', ubriaca alla guida investe e uccide un 15enne. La soldatessa Usa si scusa con la famiglia
L'incidente avvenuto qualche sera fa a Pordenone ha scosso la comunità. Per la soldatessa è stato confermato l'arresto che sta scontando nella base di Aviano

PORDENONE. "Sono distrutta dal dispiacere, mi scuso con tutti per il dolore che ho causato". Così la soldatessa statunitense Julia Bravo che qualche sera fa, ubriaca alla guida, ha travolto un ragazzo di 15 anni che stava andando in bici uccidendolo sul colpo.
La 20enne aviere Usa ha parlato questa mattina davanti al tribunale di Pordenone ha chiesto di rilasciare solo queste dichiarazioni spontanee per il resto si è avvalsa della facoltà di non rispondere e il Gip Andrea Del Missier ha convalidato l'arresto, ai domiciliari, che sta già scontando all'interno della Base Usaf di Aviano. Il reato è di omicidio stradale. La militare americana è stata trovata positiva all'alcol test e la sua posizione si è aggravata ulteriormente visto che era alla guida ubriaca: con 2,09 grammi di alcol per litro di sangue, ossia quattro volte più del consentito.
La madre della vittima, il 15enne Giovanni Zanier di Porcia (Pordenone), Barbara Scandella, ha insistito perché la soldatessa venga processata in Italia. "Voglio giustizia e la voglio qui in Italia - ha detto negli scorsi giorni in un'intervista a Repubblica - Chi ha ucciso mio figlio deve essere condannato dal nostro tribunale e scontare per intero la pena". Da un punto di vista penale però, la soldatessa, in base alla Convenzione di Londra del 1951, potrebbe evitare il processo in Italia, come accaduto in occasione della tragedia del Cermis.
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